Anche il più tiepido tifoso nerazzurro alla domanda di citare a memoria la mitica formazione dell’Inter di Herrera , saprebbe subito rispondere con “Sarti, Burgnich, Facchetti, poi c’è chi direbbe Tagnin  e chi Bedin, per continuare con Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, e sul centravanti ci sarebbero scelte diverse tra Domenghini, Milani, Peirò o addirittura Di Giacomo, per finire con Suarez e Corso.

Se poi qualcuno volesse ricordarsi la formazione di  Italia-Germania  a Messico 70 nel” Partido del Siglo”  o, alla tedesca, “Jahrhundertspiel” del  17 giugno di quell’anno, il famoso 4 a 3,  inizierebbe con “Albertosi, Burgnich, Facchetti…”.

Tutti coloro che hanno vissuto da casa quella partita ricordano i gol di Boninsegna,  Schnellinger al 90’, poi nei tempi supplementari segnarono Riva e Rivera, ma il gol che non t’aspettavi, il secondo degli azzurri, quello che rimise in piedi la partita, lo segnò Burgnich.

Se oggi un qualsiasi tedesco commette una prepotenza su di te e per reagire non devi ricorrere ad espressioni volgari di stampo grillino, ma dire semplicemente “Quattro a tre!” o “Vier zu drei!”, lo devi anche a Burgnich.

Perché Burgnich è l’amico o il collega silenzioso sempre al tuo fianco, quello di cui ti puoi fidare.

Perfino nel nome.

Facchetti era l’atleta modello, l’uomo senza difetti;  sfido qualcuno a trovarne uno solo, però ad essere pignoli, aveva quel nome “Giacinto”, che sapeva di villico. Perfino quel “ grande rivoluzionario” del secolo scorso, Pannella, lo nascondeva, si faceva chiamare Marco, che era più chic, anzi radical-chic.

Allora ecco arrivare a soccorso, nella stessa squadra, Burgnich, che di nome faceva Tarcisio, a cui non gliene fregava niente del sapore villico ; suo padre poi si chiamava Ermenegildo, figuriamoci.

Ciò che poi conta era che Burgnich fosse soprannominato la Roccia, perché in un qualsiasi contrasto con un avversario, quello volava via, lui rimaneva col pallone incollato al piede.

Burgnich era silenzioso ma presente, faceva parlare i fatti, non evanescente ed inconsistente come una Mogherini qualsiasi. Chi è la signora Mogherini ?? No, non è una ex concorrente di Rischiatutto, non cade da nessuna parte, è l’attuale ministro degli Esteri di questo governo.

Burgnich leggeva libri di storia in ritiro, non avrebbe giocato alla playstation neanche se fosse già stata inventata ed Herrera gliela avesse  imposta.

Burgnich non ha avuto storie con veline, non è diventato buddista, è un credente e trova le sue giuste sensazioni  nella nostra religione senza scomodarne altre. Crede nell’aldilà e dice : “ Spero ci sia un mondo più giusto. Che gli onesti abbiano il loro valore e quelli che hanno rubato le loro colpe da espiare.”

E’ un romantico e tifava Torino e pianse quando ci fu la tragedia di Superga, ma non è un ingenuo.

Quando allenava il Livorno prese sei mesi di squalifica perché parlò furbescamente  male del Pisa, furono sei medaglie per i tifosi labronici, quelli della serie “meglio avere un morto in casa che un pisano all’uscio”. “Che Dio ti accontenti “ è la risposta tagliente dei pisani, ed il buon Tarcisio saltò la panchina per una stagione.

Burgnich non fu come Losi e Totti della Roma, Robotti e Antognoni della Fiorentina, Iuliano del Napoli,  Baresi, Maldini e Costacurta del Milan, Bergomi o Facchetti dell’Inter, giocatori con una sola maglia per la vita, giocò nella Juve, nel Palermo, nell’Inter, nel Napoli, e vinse tutto.

Solo quando Pelè volò in cielo a colpire di testa il gol della definitiva sconfitta con il Brasile nella finale all’Azteca del Mundial 70 si fece trovare battuto. Dopo Italia-Germania era stato tre giorni a letto distrutto dalla fatica ma non tirò fuori alcuna scusa.

Oggi l’Italia Nazione ha terribilmente bisogno di gente che sappia sgobbare senza farlo pesare, che accetti le responsabilità, che sia leale, parola sconosciuta a Renzi , che sia umile ma non sottomessa, tutto il contrario di Monti, che sappia fare il proprio mestiere, che sia furba il modo giusto, che creda nei valori semplici e fondamentali della vita.

L’Italia ha bisogno dei Burgnich.