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Enrico Ruggeri dedica una canzone a D’Annunzio e alla sua impresa più bella e più folle: il volo su Vienna. Il 9 agosto 1918. Un’impresa considerata allora impossibile, eppure pienamente riuscita. Quel giorno nel cielo della capitale austriaca il poeta non lanciò bombe ma volantini, in italiano e tedesco. Un messaggio con una provocatoria esortazione alla resa. Alla pace. Un “beau geste” — difficilmente comprensibile in questo tempo di “bombe intelligenti” — che appassionò tutti gli italiani, ma non solo. Gli austriaci, cavallerescamente, gli resero omaggio. Altri tempi. Altri uomini.
Significativamente Ruggeri ha voluto ambientare il video de “Il volo su Vienna”, singolo estratto dall’album “Un Viaggio Incredibile”, negli spazi del Vittoriale, l’ultima dimora del vate. Una scelta centrata. Come il suo pezzo.

Quella linea in terra non vedo più
il mio cuore in guerra rimane giù
a combattere tra i solchi della vita
respirare a fondo mi piacerà
per provare il senso di libertà
scivolando come mani nella seta.

E spingo in alto e lascio dietro il mondo
e quello che non mi hanno detto mai
ho la coscienza pura
e mentre intorno il tempo sta cambiando
nella nuova prospettiva ci sarò
Ho due grandi ali per volare.

Andare via
accarezzando il cielo
andare su
puntare dritti verso il sole
scappare via
per essere lontano
e toccare il Paradiso con la mano
tra la verità, la luce e il mio destino.

Tra le bianche nuvole sono via
la mia firma in alto sarà la scia
per lasciare indietro gli ultimi pensieri
e mentre in fondo il mondo sta morendo
una traiettoria ho disegnato già
ho due grandi ali per volare.

Andare via
accarezzando il cielo
andare su
puntare dritti verso il sole
scappare via
per essere lontano
e toccare il Paradiso con la mano
tra la verità, la luce e il mio destino.

Andare via
per essere lontano
e toccare il Paradiso con la mano
tra la verità, la luce, il mio destino
tra la verità, la luce, il mio destino.