Conte tardivamente ha rilanciato il testo del provvedimento, assunto nella seduta del Consiglio dei ministri del 31 gennaio e pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” dell’indomani. La delibera è intitolata in maniera limpida ed eloquente: “Dichiarazione della stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”. Nel 1° punto è deliberato: “In considerazione di quanto esposto in premessa […] è dichiarato per 6 mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza i patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”.

Quando si potrà stabilire l’enorme responsabilità materiale ma anche e soprattutto morale per l’omessa applicazione della misura? Quando i cittadini comuni e le famiglie potranno recuperare delle sofferenze patite e delle sofferenze affrontate per responsabilità, ora quanto mai evidenti, del governo giallorosso? E a proposito delle famiglie, le cellule vitali della società, calpestate, derise ed ignorate in questa vicenda, perché esse vengono beffate con il semplice e ridicolo congelamento delle imposte pregresse, da pagare dal 1° giugno perentoriamente entro lo stesso mese?

 Il presidente della Repubblica, che predica sull’unità del popolo, prendendo ad esempio la discutibile ed opinabile unità postbellica, non si accorge di NON essere arbitro “super partes” ma tutore di una fazione politica, onusta di errori macroscopici e di colpe imperdonabili?