1701060c-09b5-4591-8039-19441fc6f992img_0192Medium

 

In previsione dell’impiego sulle coste libiche, il San Marco si prepara. ​Da gennaio a marzo le acque del Mar Jonio sono state lo scenario per le prime attività di addestramento congiunto del 2016, tra gli operatori della Compagnia Nuotatori Paracadutisti (una sigla storica, già impiegata nel secondo conflitto dalla Decima di Junio Valerio Borghese) della Brigata Marina San Marco e la Componente Sommergibili.Squadra Anfibia sbarca da sommergibile.JPG

Pianificate per migliorare la cooperazione e l’integrazione tra le due componenti, le esercitazioni servono a sviluppare la capacità di “proiettare” a terra, utilizzando battelli autogonfiabili, operatori che vengono trasferiti in forma occulta a bordo di un sommergibile nella zona dello sbarco.

Prima di uscire in mare sono state svolte delle prove in banchina, per poi passare alla parte operativa dell’esercitazione in mare aperto, con le fasi di fuoriuscita dal sommergibile e infiltrazione nell’area delle operazioni.

La prima attività di questo genere, a gennaio, ha visto svolgere operazioni di rilascio nelle acque costiere delle Isole Cheradi. Dopo lo sbarco, quindi, la squadra della compagnia NP ha iniziato una fase successiva dell’addestramento prendendo parte ad un’esercitazione anfibia del 1° Reggimento San Marco, con compiti di ricognizione e supporto di fuoco.Sbarco Nuotatori Paracadutisti spiaggia.JPG

Altri due rilasci da sommergibile sono stati effettuati a marzo, il primo davanti al porto di Augusta, il secondo a largo di Chiatona (Taranto), durante i quali la squadra NP ha svolto, una volta a terra, una ricognizione a corto raggio.

Sbarco Nuotatori Paracadutisti terra.JPGCostruire scenari operativi dove il personale può addestrarsi con il massimo realismo è molto importante in questi casi, per acquisire il massimo livello di cooperazione e di prontezza operativa delle componenti specialistiche.

(Fonte Marina Militare)