Con il passare delle settimane si alza sempre di più l’asticella delle misure adottate dal governo più di sinistra della storia repubblicana per limitare le libertà individuali (sancite dalla Costituzione) dei cittadini italiani. Anche se ci stiamo lasciando alle spalle l’emergenza sanitaria, il modus operandi utilizzato durante i giorni più difficili per l’Italia, non sembra venir meno ma, al contrario, misure giustificate con il momento straordinario, entrano nell’ordinario.

D’altro canto, il rischio che si creasse un pericoloso precedente, era più che evidente dato che per mesi si è governato attraverso l’utilizzo di decreti legge senza passare dal Parlamento. Ma non sono solo le scelte del governo a preoccupare, quanto le conseguenze di un clima di caccia alle streghe che si è diffuso nel paese. Stiamo vivendo una costante ricerca di un capro espiatorio, prima sono stati i runner, oggi i giovani che escono nel fine settimana, domani chissà. Qualsiasi strumento è lecito per contrastare gli assembramenti (che senza dubbio andrebbero evitati) ma per far rispettare le regole ci sono già le forze dell’ordine, non abbiamo bisogno di nuovi sceriffi con la pettorina.

Ma non c’è da stupirsi; viviamo un momento storico in cui il Presidente della Regione Emilia Romagna Bonaccini afferma con nonchalance: “Vogliamo stanare il virus casa per casa”, “stanare”, “casa per casa”, un linguaggio utilizzato da chi ricopre ruoli istituzionali che rischia di incentivare l’attività di delatori e cittadini che pensano di potersi sostituire alle forze dell’ordine.  Oppure c’è chi, come il sindaco di Giovinazzo in provincia di Bari, criticando la scelta del governo di utilizzare gli “assistenti civici”, si spinge oltre richiedendo l’intervento dell’esercito per i controlli anti movida, perfetto esempio della perdita del senso della realtà (e del ridicolo) di alcuni amministratori locali.

Sarebbero proposte da bollare come semplici cadute di stile o stupidaggini se non fosse in gioco la nostra libertà. Impossibile non fare un collegamento con epoche del passato in cui le “guardie civiche” fungevano da strumento per esercitare il potere, oppure non pensare alla “Milizia Popolare Bolivariana” che in Venezuela, anche con l’uso della violenza, ha privato della libertà i cittadini venezuelani (molti dei quali di origine italiana). L’Italia non è il Venezuela ma c’è chi vorrebbe lo diventasse e non c’è peggior pericolo di chi chiude gli occhi di fronte a proposte quantomeno inusuali per una democrazia. Quando si parla di libertà individuali capita spesso di sottovalutare la situazione ma è labile il confine tra le misure per difendere la nostra salute e quelle che ci privano di diritti garantiti dalla Costituzione. La storia ci insegna che la privazione della libertà di solito avviene a piccoli passi e in modo graduale, fino a quando una mattina ci si sveglia e non si è più liberi.

Francesco Giubilei, 25 maggio 2020