D’estate i media hanno problemi a trovare notizie accattivanti, in grado di reggere nei giorni di assoluta mancanza di eventi interessanti. Un tempo bastava un omicio particolare per andare avanti per giorni o settimane, ora gli omicidi sono una routine che non interessa nessuno.

La vicenda dei fondi russi è talmente falsa da appassionare solo i politici di opposizione. Ed allora si può puntare sull’arsenale missilistico neonazista.

A costo di piombare nel totale ridicolo, ma ai media di servizio poco importa. La Rai, ad esempio, ipotizza un arsenale destinato a rifornire l’internazionale nera europea. Peccato che il missile sia “aria aria”, dunque destinato ad essere montato su un’aereo. E non risulta che l’internazionale nera europea disponga di una flotta aerea dotata di caccia e non si sa di cosa. Considerando la quantità di armi rinvenuta, inoltre, ogni gruppo neonazista di ciascun Paese avrebbe avuto diritto ad un fucile o ad una pistola.

Davvero un pericolo per la democrazia. Giusto il Tg3 può temere una rivoluzione condotta con una sola pistola ed un paio di proiettili.

Per il resto il solito armamentario di svastiche ed aquile. Eh sì, la democrazia è davvero a rischio. Soprattutto è a rischio l’intelligenza di chi scambia realtà folkloristiche con un attentato al sistema democratico. Davvero gli esponenti dell’Anpi, del Pd, di LeU si allarmano perché 4 signori 4 tengono a casa propria le immagini del Terzo Reich? O perché uno di loro tenta di vendere un missile degli Anni 80 e privo di esplosivo, a qualche governo straniero?

La magistratura può e deve intervenire se vengono commessi reati, ma dal traffico di un missile disarmato al pericolo di una rivoluzione passa un oceano, a meno di avere gravi problemi psichici. Problemi per chi si esalta scorrendo con la mano la canna del fucile, ma anche e soprattutto per chi si spaventa per una inesistente internazionale nera pronta a non si sa cosa.

Negli Anni 70 gli Amici del Vento avevano composto una canzone, Trama Nera, che sarebbe perfetta anche oggi per i telegiornalisti e per i curatori dei siti anti fake news, i primi ad esaltarsi o a farsela sotto per simili buffonate spacciate per informazioni.

Tra l’altro la vicenda ha creato confusione tra i media di servizio convinti che fascisti e fascioleghisti siano filo puntiniani e quelli che li considerano intruppati nelle milizie ucraine anti russe. Ma non si può pretendere coerenza a chi spaccia notizie sulle armi della fantomatica internazionale nera.