In prossimità di elezioni, l’Italia fa grandi progressi. Almeno stando alle martellanti declamazioni di analisti “ufficiali”, interni ed internazionali, che ancora una volta, alla vigilia del voto in Sicilia e di quello prossimo venturo in tutt’Italia, scoprono ed evidenziano robusti segnali di ripresa e di crescita dell’economia e dell’occupazione.
Ridondati prontamente dalla stampa e dalle televisioni. Gli unici che non se ne accorgono sono i cittadini comuni, distratti dai disastri idrogeologici, che puntualmente seguono turbamenti climatici fisiologici; vessati da disservizi cronici e, questi si, crescenti nella sanità, nella scuola, nei trasporti, nella burocrazia in genere; amareggiati dal degrado fisico ed estetico delle città, non solo nelle periferie, sempre più dissestate, sporche, chiassose, insicure, invase e piantonate da torme di questuanti assillanti, di extracomunitari aggressivi, di turisti scomposti e maleducati; in ansia per i furti nelle case, gli scippi e le violenze non solo sessuali per strada, le rapine nei luoghi di lavoro.
Sgomenti e frustrati per il “buonismo”, il “perdonismo “, l’impunita’ verso delinquenti e corrotti, si tratti di banditi di strada o di alti esponenti della politica, delle banche , della Pubblica Amministrazione. E consapevoli, senza scomodare Draghi, che l’inflazione non cresce perché non crescono i consumi, non arretra la disoccupazione, avanza la povertà.
Appunto per questo i compagni di merenda di questa classe dirigente, si fa per dire, i parassiti del sistema mediatico, cooperativo e sedicente assistenziale, trasudano ottimismo a buon mercato. Finanche la Chiesa, che “per lungo silenzio parea fioca” sui massacri di cristiani nel mondo, ritrova voce a sostegno dei democristiani in Italia.
Un uragano di conformismo e servilismo che dovrebbe travolgere, sperano loro, i grillini.
Che in realtà devasta l’Italia.