Lo dico con tutto il tatto di cui sono capace: non se ne può più di sentire recitare o citare il Brecht di “Prima vennero a prendere…”.
Perché ormai sono rimasti in quattro a credere al “fantasma del nazismo”  che si aggira non so dove: tutti gli altri sanno che, come tutti i fantasmi, non esiste ed è solo uno spauracchio per spaventare i bambini (rimangono solo i “nazi dell’Illinois” dei Blues Brothers, vedi foto…)
Se volete rinverdire le parole di B.B., non dovete guardare lontano:
prima si son presi i nostri giovani che emigrano in massa, lavorano sfruttati e muoiono lontano da casa;
poi si son presi gli anziani che rovistano nella spazzatura ed elemosinano per strada;
poi si son presi i disoccupati che campano di Caritas o dell’aiuto di familiari e amici quando non si ammazzano;
poi si son presi imprenditori e artigiani, vessati e distrutti, che si uccidono con una frequenza da fare spavento;
poi si son presi gli esodati che muoiono soli, nel freddo deserto delle loro case, col riscaldamento spento e il frigo vuoto e vengono ritrovati cadaveri dopo mesi;
poi si son presi i malati, che rinunciano alle cure o si ipotecano la casa per spuntare qualche mese in più di vita.
E loro? Loro se ne sono sbattuti sciallatamente sempre, sicuri che la cosa non li toccasse, nel privilegio della loro rendita di posizione e li hanno lasciati portar via tutti. Versando qualche lacrima solo per i “migranti”, sufficientemente esotici e logisticamente lontani da farli sentire “empatici” in salsa global e multietinca, senza intaccare le loro esistenze.
Ma fanno la morale ora, dopo che gli è pure andata bene, visto che la rabbia e il malcontento si sono canalizzati in una espressione di voto e di Governo legittimi. Dovrebbero ringraziare, invece: poteva andare peggio e l’avrebbero meritato tutto.