Lo squallido teatrino buonista inscenato per il ritorno di Silvia Romano ha trasformato il lieto fine di una brutta storia in uno spettacolo di bassa lega nel quale le comparse dello scadente caravanserraglio mediatico politicamente corretto hanno sgomitato per ottenere una particina e mettersi in evidenza.

In testa a tutti, ovviamente, il simpatico Giuseppi che – ansioso come al solito di comparire e smanioso di intitolarsi qualcosa di positivo – ne ha fatto una puntata speciale del personalissimo e miserabile reality show col quale sta ammorbando da mesi l’Italia e gli Italiani. Anche a costo di fare a sportellate con il suo ex mentore Luigi Di Maio ridotto a comparsa inutile e mal tollerata. La frenesia di comparire nello sguaiato libro Cuore mediatico che ha tramutato il dramma di una ragazza di vent’anni – vittima prima dei pericolosi dilettanti della sconosciuta ONLUS che l’hanno spedita in Africa senza nessuna protezione o organizzazione, poi dei terroristi islamici che l’hanno sequestrata sottoponendola a stress per noi difficilmente immaginabili, e ora della fregola mediatica dei giullari della comunicazione nostrana – ha colpito, come un altro virus non solo le solite comparse da un tanto al chilo che si barcamenano tra social e talk show ma anche altolocati papaveri della cosiddetta comunicazione “seria”.

E’ il caso, niente meno, di Enrico Mentana, detto “mitraglietta”. Anche un autorevole direttore di telegiornali dalla prestigiosissima carriera, frutto di un mix sapiente di talento ed opportunismo, sempre dalla parte giusta nel momento giusto, può farsi prendere la mano e perdere di vista la realtà. Indignato da certi commenti contro Silvia Romano, il mitraglietta ha sparato una raffica delle sue mancando però, completamente il bersaglio. Anzi colpendo chi non c’entrava niente.

“A tutti quelli che in queste ore fanno orrendi e insensati paragoni con chi tornò da Auschwitz (come quel consigliere regionale leghista che ha scritto “avete sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?”) voglio solo sommessamente ricordare che il campo di Auschwitz sorgeva nella cattolicissima Polonia, e che lo stesso Hitler era cattolico battezzato e cresimato. Provate a riformulare il paragone ora…” è la sparata che ha affidato al suo profilo Facebook.

Peccato che l’influente star dei TG, accecato dall’indignazione politicamente corretta, non si sia reso conto dell’enormità della stupidaggine che ha scritto, facendo sfoggio più di ignoranza storica che di serietà. La Polonia quando fu costruito il campo di Auschwitz era un paese sconfitto e militarmente occupato, privato di qualsiasi autonomia, trasformato in una sorta di provincia tedesca, il Governatorato Generale, sottoposto all’amministrazione nazista e al potere quasi assoluto del Governatore tedesco Hans Frank.  Il più grande campo di sterminio d’Europa fu costruito lì per ordine di Heinrich Himmler secondo i piani della Erdlosung, la soluzione finale nazista.

La “cattolicissima Polonia” di Mentana in tutto questo ovviamente c’entra meno dei cavoli a merenda, come sa bene chiunque abbia qualche elementare nozione di storia, a meno di credere che i Polacchi avessero qualche possibilità di opporsi alle decisioni dei tedeschi, che durante l’occupazione uccisero 4 vescovi, 1996 sacerdoti, 113 chierici e 238 religiose e deportarono 3642 sacerdoti, 389 chierici, 341 conversi e 1117 suore (a proposito di cattolici in Polonia).

Lo ha subito fatto notare l’Ambasciata polacca, giustamente indignata, che ha definito “profondamente sbagliato, ingiusto e ingiustificato” l’assurdo paragone scodellato dal direttorone del TG La7. Il mitraglietta, però, l’ha presa male: punto sul vivo, reagisce scompostamente scagliandosi contro non meglio identificati “troll” che “hanno provato a gettarmi fango (la materia di cui son fatti) per il post su Auschwitz, aizzando pure l’incolpevole ambasciata polacca” e che “Fanno solo pena e ribrezzo, ma del resto lo facevano già prima”. Ma come sarebbe a dire, signor Direttore Mentana? Quali troll?

L’ambasciata polacca non è stata aizzata da nessuno, se l’è tirata addosso lei scrivendo, senza pensare o senza sapere, una cretinata che ha giustamente offeso un popolo intero. Cosa si aspettava, di essere riverito e ringraziato? Invece di stizzirsi come una prima donna non era meglio riflettere su quello che ha scritto e magari rettificare o scusarsi come farebbe qualsiasi persona corretta?

In fondo errare è umano e persino una star dei telegiornali, ricca e famosa e celebrata, può capitare di sbagliare. E mica solo una volta, perché anche la storia di “Hitler cattolico battezzato e cresimato” è una bella cretinata, non minore della precedente. Adolf Hitler, casomai, era ateo e neopagano; la sua idea politica era declinata anche come una forma di nuova religione laica ispirata ad antichi miti germanici e a rituali esoterici ed iniziatici, come testimonia, ad esempio, la famosa storia del castello di Wewelsburg. Casomai battezzati, cresimati, cattolici o protestanti, erano alcuni dei suoi più importanti oppositori, come il vescovo cattolico Clemens August Graf von Galen e il pastore protestante Dietrich Bonhoeffer, fucilato a Flossenbürg nel 1945.

“Quando avrò risolto tutti gli altri miei problemi, farò i conti con la Chiesa. Allora essa vedrà i sorci verdi.” disse nel 1942 ad Albert Speer il “cattolico battezzato e cresimato” Hitler, che intanto aveva spedito in prigione o nei campi più di 8.000 religiosi cattolici. Battezzato, cresimato e cattolico praticante era invece Claus von Stauffenberg, che proprio per quello decise di opporsi a Hitler fino alle estreme conseguenze.

Scherzi della supponenza, della superficialità e anche della voglia di dire la propria ad ogni costo, anche quello di rendersi ridicoli.