Del pensiero di Friedrich Nietzsche si sono impadronite più o meno tutte le manifestazioni artistiche, letterarie e culturali d’avanguardia del secolo scorso. Proprio come una matrice algebrica e matematica. Ma il testo di Francesco Ingravalle Nietzsche illuminista o illuminato? (Padova 1981) vuole guidarci alla lettura di Nietzsche attraverso Nietzsche. Per Ingravalle gli scritti del pensatore tedesco della seconda metà dell’Ottocento rappresentano “la più profonda frattura nel pensiero occidentale, il profeta della crisi del nostro tempo, colui che ha intuito la crisi che ha coinvolto l’intero orizzonte delle creazioni umane, è il costante punto di riferimento dei razionalisti in crisi, sia per coloro che, contrapponendosi alla razionalità capitalistico-borghese, cercano una nuova razionalità nell’organizzazione della vita e della società”.

A leggere così non sembrano trascorsi già trentotto anni dall’uscita del libro in oggetto, con annessa rivoluzione informatica. Dunque perché scartare le lenti d’ingrandimento di Gabriele D’Annunzio, Marcuse, Adorno e Vattimo? Il primo perché “barocco”, gli altri perché implicati con problemi collettivi, politici e intimistici. Quindi non resta che una interpretazione aristocratica. Qui si apre l’analogia intellettuale, concordiamo con l’autore, con scrittori elitari quali: Spengler, Von Solomon, ed Evola. Restiamo perplessi invece verso l’ampliamento ad Alfred Baumler, contrari ed indisponibili all’arruolamento effettuato da Ingravalle a favore dell’apparentamento con Alfred Rosenberg. Non è infatti sufficiente etichettare come “un’opera buffa” il testo di Georges Bataille Nietzsche e i fascisti, per poi riconoscere che lo stesso Bataille ha scritto comunque “un pregevole volume di riflessioni intitolate – Su Nietzsche – (Bologna 1980)”.

Procediamo come i viandanti nel deserto scrive Ingravalle, infatti “La potenza del dionisiaco si configura come una disintegrazione periodica delle forme, affermazione del flusso perenne del divenire, distruzione di ogni certezza nella relatività del mondo diveniente. […] La ragione diviene strumento di un potente istinto titanico; è il periodo che gli illuministi hanno denominato -illuminista-, il quale si prolunga da Umano Troppo Umano, Il Viandante e la sua Ombra, Aurora, fino alla Gaia Scienza. La genesi degli ideali (morale, metafisica, religione, arte) si mostra come genesi umana, parallelamente alla scoperta di un Wagner ormai perfettamente inquadrato nel suo compito di ristoratore – idealista – di una borghesia stanca della quotidiana fatica burocratica”. Nell’epoca del nichilismo dal punto zero di tutti i valori sino a giungere allo stadio dove “Dio è morto”, devono necessariamente nascere dal ventre della terra “superuomini” od “oltre uomini” dove il deserto è enorme e cresce. In Così parlò Zarathustra si manifesta per loro l’eterno ritorno implicito alla volontà di potenza. Ingravalle adesso, nello scorrere del testo, forza la penna corteggiando troppo da vicino il concetto di “Herrenvolk” (una razza di signori in linea con il biologismo mitico-positivista di Rosenberg) o le gravi incomprensioni di Nietzsche (ecco il suo limite) intorno alla apparizione fenomenica personale della illuminazione di chi attinge e si disseta dal pozzo della saggezza e della sapienza orientale, o fregiandosi della “greca” platonica e neoplatonica, nonché della santità cristiana.

È quando l’autore si affianca in modo originale alle precedenti pubblicazioni intorno al pensatore tedesco di Adriano Romualdi e di Robert Reininger, che, a nostro leggere, riesce ad evidenziarne la profondità. Friedrich Nietzsche: Der Uberwinder (Il Superatore) della volgarità, di cani sciolti e di pecore matte. Un netto NO ad ogni basso anarchismo, ad ogni riesumazione del marxismo, ad una interpretazione della vita in preda ad istinti naturalistici. Il rifiuto intransigente di ogni fenomeno collettivo in unione con il prossimo perché non si ha altro e di meglio da fare. Sciogliere ancora ogni legame sociale per essere fedeli a se stessi fino in fondo e alla bellezza in seno alla Terra. Ruggire come i leoni a fronte della luna, non chiudere gli occhi davanti al sole come fanno le aquile, nuotare eleganti sui laghi e volare bianchi su mari ed oceani incontro al circolo polare artico come i cigni e solcare la neve e la foresta con saggezza come la lince. Friedrich Nietzsche un aristocratico ed elitario ribelle involontario.