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Bum! Bum! David Cameron ha fatto Bum! Da questo signore sempre stilé, a modino, magari un pò sudato ma pur sempre british style ci saremmo aspettati ragionamenti e parole meno “appanicati”. E invece ci siamo sbagliati.

Cameron ha paura, una tremenda paura di perdere il referendum che il 21 giugno chiamerà i sudditi di Elisabetta II a pronunciarsi sul dilemma Ue sì o Ue no.

Lui, che ha sempre giocato su due tavoli (da bravo britannico), quello di stare con un piede dentro questa Europa per prenderne tutti i benefici possibili e quello di starne con l’altro fuori per evitare tutto il fardello che questa Europa impone ai suoi membri, lui che è davvero il capo di un’isola separata dal continente, adesso ha paura che i fautori dell’uscita dall’Unione prevalgano su quelli che invece non vorrebbero dire addio al trio SBL (che sta per Strasburgo- Bruxelles-Lussemburgo).

Opinione legittima ovviamente. Ma per suffragarla ha tirato fuori argomenti spericolati, come quelli dei bambini che, quando stanno perdendo, buttano all’aria il tavolo su cui si gioca.

Cameron ha detto che se il Regno Unito esce dall’Unione europea, se cioè vincono i favorevoli al Brexit, ci sarà una guerra, la Terza Guerra Mondiale. Bum! E aribum!

Ha scomodato la storia militare del suo Paese. Ha richiamato la memoria di Churchill. Ha detto che se vince il sì all’uscita dall’Unione vincerà Putin (e perché? e come?).

Per dirle queste amenità avrà forse letto l’ultimissimo sondaggio (di poche ore fa), reso noto dall’agenzia ICM, che dà il sì all’uscita al 45 % ed il no al 44 %. Non si fiderà probabilmente del sondaggio ponderato (la media degli altri sondaggi) elaborato dal Financial Times che dà il no all’uscita al 46 % ed il sì al 43 %, forse perché sa che il FT fa parte di quella grande scuderia legata a doppio filo con la lobby comunitaria e che, come per tantissime altre testate, questa lobby lo condiziona in ogni riga che viene pubblicata.

Sicuramente avrà letto il senso profondo del voto che pochi giorni fa ha eletto il nuovo sindaco di Londra ma ha anche eletto i nuovi Parlamenti del Galles, della Scozia e dell’Irlanda del nord. Elezioni che non sono state certo motivo di conforto per la sua linea di governo.

E certamente comincerà a sentire il fiato sul collo dell’ex-sindaco di Londra, il biondo Johnson, ormai lanciato verso la leadership dei Tories, favorevole all’uscita dall’Unione.

Insomma Cameron questa mattina ha tirato fuori dal sacco tutti i fondi di magazzino più improbabili del mondo. Per pressocché unanime giudizio degli osservatori più significativi e dei politici più popolari del Regno Unito si è trattato di una figura davvero barbina. Come dar loro torto?