Mentre il popolo dà segni di vita, e senza simboli divisori e rappresentazioni di parte dimostra la propria repulsione nei confronti di un regime corrotto e fraudolento, il Comune di Ronchi dei Legionari si attiva per togliere la cittadinanza a Benito Mussolini dopo 89 anni, fino a pensare di eliminare indicazioni storiche della marcia di D’Annunzio verso Fiume.
Ora, una considerazione un po’ complessa sorge spontanea.
Siamo in un momento storico cruciale che ha la sua data ‘tecnica’ nel novembre 2011 con il golpe istituzionale effettuato da Giorgio Napolitano in premeditata complicità con l’espertocrate Mario Monti e la sua compagnia tecnocratica. Nel febbraio 2013 il voto del popolo ha espresso una volontà superiore al 65%, ma per decisione della Presidenza della Repubblica, si è stabilito un potere ad una minoranza del 30%, espressione dell’oligarchia sovranazionale e del clientelismo partitico trasversale.
Adesso, lo scenario parlamentare è costituito da un governo e da un sostegno centrista (Alfano, Letta e Renzi provengono tutti da ambienti democristiani di stampo ciellenista), supportati da estremisti protobolscevici che sostengono la devastante utopia internazionalista, l’odio per le classi medie e la proprietà privata, il disprezzo verso la Sovranità della Nazione e la stessa idea di Stato, l’aperta ostilità verso il risparmio (unico ostacolo verso una piratesca speculazione della finanza d’assalto).
In questo scenario di apocalisse politica, si aggiungono operazioni culturali/psicologiche/sociali altrettanto devastanti: dall’aumento delle sostanze tossiche alla disintegrazione della famiglia, dalla diffusione dell’azzardo all’incontenibile pressione dei fenomeni di usura, dalla disgregazione dei centri di riferimento comunitari alle gravi problematiche che interessano le fasce minorili e adolescenziali, e via via elencando.
Intanto, i politicanti nazionali e locali cosa fanno? Sono impegnati a rinnegare il passato, a indicare le magagne di un regime finito 58 anni fa, a denigrare ogni opera, ogni pensiero e ogni azione di quel periodo storico.
Sono costretti a vivere sempre all’insegna dell’antifascismo e dell’antagonismo contro ciò era rappresentato ieri, perché non possono certo rivendicare il vuoto che rappresentano oggi né il nulla che rappresenteranno nei secoli a venire.
Rilassatevi, compagni! Nessun odio da parte nostra: l’odio – come l’amore – è un sentimento importante che deve essere centellinato a pochi nemici di spessore: e voi non ne avete! Soltanto un po’ di schifo, qualche volta, ma più spesso risultate al massimo patetici e ridicoli. A voi, due aforismi di Nietzsche, liberamente tradotti in nazionalpopolare: «Ci sono persone che devono sempre buttare merda sugli altri per tentare di abbassarli al proprio livello»; «Per coloro che strisciano per terra, quelli che volano alti sembrano piccoli piccoli».