Ci sono tanti modi di essere cretino: il più delle volte è un fatto ereditario dovuto ad un destino sfortunato, poi ci sono i cretini per volontà propria, per le scelte che compiono ed i comportamenti che attuano, infine ora abbiamo anche il cretino per incarico ministeriale. Tale non poteva che essere chi è stato destinato dal premier Conte ad occuparsi della politica governativa anti odio, un consulente della pletorica task force voluta dal Giuseppi, incaricato di scovare nell’infinito mondo del web chi si dedica a giudizi o ragionamenti razzisti. Il personaggio in questione è tale Massimo Mantellini, ma poiché noi non diamo giudizi gratuiti, vi rimettiamo a quanto da costui detto in un tweet:” La dico piano: chiudiamo i lombardi in Lombardia, almeno per questa estate.” Da notare subito quel “la dico piano”, che vorrebbe denotare la composta pacatezza di un uomo ragionevole: quel “chiudiamo” come se tale regione dovesse divenire un immenso lager, e poi , sublime, quel “almeno”, come a significare che fosse per lui i Lombardi a casa loro dovrebbero starci per sempre. Per uno che dovrebbe stigmatizzare i portatori di odio non c’è che dire !

Se poi il suddetto cretino scrive: “per una sorta di rimozione nessuno dei mediatori che utilizzano simili metodi è sfiorato dal dubbio che quell’indecenza, quel carico di stupidaggini portate all’attenzione del pubblico, riguardi anche loro ed il ruolo professionale che ricoprono.” Ed  aggiunge :”La prevalenza del cretino sui media italiani riguarda ormai ogni ambito : dalle interviste sui giornali ai talk show televisivi accanto al polemista di professione” Questo significa che costui è doppiamente cretino, il  perché se lo dice da solo. L’autocritica infatti è uno dei principi su cui si basa l’intelligenza; il Mantellini nemmeno è sfiorato dal dubbio di aver scritto una stupidaggine ed in modo volgare.

La logica del suo ragionamento sarebbe questa, se di ragionamento si può parlare: i lombardi portano le malattie e quindi se ne devono stare a  casa loro. Se uno dicesse: “la dico pianissimo: chiudiamo i negri in Africa, almeno per questa estate.”  Quanti non insorgerebbero di fronte alla frase grondante razzismo, alla generalizzazione del nero che porta le malattie, alla ipocrisia di quel “pianissimo “? Nessuno oserebbe difendere una dichiarazione cosi volgare e grossolana. Ma se il consulente Mantellini scrive sull’Espresso, è stato scelto dai saltimbanchi giallorossi, ed oggetto della discriminazione è il “lombardo”, che poi magari vota Salvini, allora va tutto bene.

Ormai l’Italia è pervasa da un razzismo antropologico ed autolesionista che si osserva in tanti piccoli episodi. Qualche settimana accompagnavo a messa un’amica in una chiesa di Novara. Ogni fedele era seduto al posto assegnato ma al momento dell’elevazione, la mia amica si è inginocchiata, come sarebbe giusto fare; subito una specie di perpetua si è lanciata contro di lei per farla alzare, perché le regole anti contagio impedirebbero di inginocchiarsi. Quindi il ginocchio sarebbe contagioso ed il fondoschiena no?

Al termine della funzione i fedeli sono usciti disciplinatamente uno ad uno mentre sul sagrato, seduto sui gradini, un gruppetto di donne musulmane chiacchieravano amabilmente senza mascherina. Potevano farlo, tanto nessun agente si sarebbe azzardato a far presente di osservare le regole anti contagio, quelle riguardano i bianchi, italiani e possibilmente cattolici.

Restando in tema di genuflessioni, in tutto il mondo attivisti dem si sono inginocchiati per protestare contro la morte di un afroamericano arrestato da un agente bianco che nell’immobilizzarlo, insistendo con violenza con un ginocchio premuto sul collo, lo avrebbe asfissiato. Recentemente abbiamo raccontato di quel giovane siciliano che protestava lucidamente e pacificamente contro il lockdown ed è stato bloccato a terra a faccia in giù ed ammanettato da alcuni poliziotti con il pretesto di un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) ; mentre era schiacciato contro l’asfalto un video mostra  un sanitario in camice bianco che gli pratica un’iniezione per sedarlo. Fortunatamente il giovane ha continuato a respirare ma nessuna sardina ha pensato di protestare per quell’abuso, totalmente ingiustificato. D’altra parte il giovane era italiano, bianco, incensurato, non filo governativo, quindi passibile di qualunque sopruso.

Se vogliamo consolarci anche nel resto del mondo i cretini abbondano, e trovarli nelle sponde della sinistra liberal non è difficile. Qualche giorno fa, in un tweet, il presidente USA Trump ha affermato che ogni giorno assume idrossiclorochina per prevenire il contagio da coronavirus. Il consiglio non gli sarebbe stato dato da un dottor Google qualsiasi, ma dal suo medico personale.

Poiché qualsiasi affermazione di Trump deve essere contestata ed è sbagliata a prescindere, anche quando riguarda la sua sfera personale, ecco saltare fuori un lavoro della prestigiosa rivista medico-scientifica Lancet, che denuncia l’uso di idrossiclorochina come pericoloso per la salute per i suoi effetti collaterali in ambito cardiovascolare. Come a dire che Trump con le sue affermazioni sulle sua terapia preventiva mette a repentaglio la salute del mondo intero. Ora la clorochina per anni è stata l’unico farmaco contro la malaria, in Africa negli anni ottanta la si usava perfino in fiale nelle crisi più importanti, e l’unico effetto collaterale di cui tenere conto riguardava danni alla vista nell’uso prolungato.

Il Plaquenil, nome commerciale del farmaco usato da Trump, costa pochissimo ed è alla portata di tutti; non certo come l’antivirale costosissimo prescritto a Zingaretti, quando rimase contagiato, perché c’è sempre qualcuno in Italia che è più uguale degli altri, soprattutto se appartiene al PD. In Italia insieme alla azitromicina, il Plaquenil viene utilizzato con successo nelle fasi iniziali della malattia da Covid-19 ed è nel protocollo delle cure in molti ospedali. Ma questo non importa, se Trump usa il Plaquenil, diamo addosso al Plaquenil, e chissenefrega del coronavirus ! Un po’ come quando Sala per sputtanare Salvini prendeva l’aperitivo sui Navigli.

Poi accade che alcuni degli autori dell’articolo sul Lancet ritrattino quanto scritto in quel lavoro, insomma non sarebbe poi vero che il Plaquenil faccia tanto male. A rincarare la dose ci pensano un centinaio di medici italiani che chiedono di non demonizzare il Plaquenil , dopo averlo utilizzato con successo. Su Trump e l’idrossiclorochina in USA è calato il silenzio, mentre in Italia c’è chi comincia a fare il tifo per il Covid-19, pur di mettere in cattiva luce la giunta di centrodestra in Lombardia.

Cretini di tutto il mondo, unitevi!