Mi perviene sul cellulare un video di un tal don Giorgio De Capitani, un prete, almeno cosi si definisce. Lo guardo con grande disgusto ed a fatica lo riguardo per poterci scrivere questo commento. Il video è opera sua, non è riportato da altri, le immagini non sono rubate. Vi trasmetto il suo ragionamento, in cui la logica ha l’elasticità della plastilina, che porta a delle ineffabili conclusioni.

Il suddetto uomo di chiesa (con la  “c” minuscola)  sostiene la seguente, aberrante tesi : “Matteo Salvini afferma che è un dovere uccidere i ladri. Poiché Salvini sta distruggendo la democrazia lo si puo’ ritenere un ladro di democrazia, quindi , per la stessa logica, ho il diritto di uccidere Salvini.”

Sarebbe inutile spiegare a questo pover’uomo che il leader della Lega, e non è il solo, sostiene che è ingiusto processare chi si difende in casa propria da una minaccia di qualche criminale, che la legittima difesa va tutelata dalla legge. Nessun “dovere di uccidere i ladri”. Non credo nemmeno che ottenere il 34% di consensi elettorali rappresenti un furto di democrazia : secondo questo triste personaggio quindi un italiano su tre ruberebbe i diritti costituzionali altrui; come faccia, non lo spiega.

Ma non è la logica sconclusionata di quest’uomo, a cui la vita evidentemente non ha concesso grandi soddisfazioni, che mi ha colpito; ragionamenti come questo se ne sentono a bizzeffe.

Quando il prete afferma :”Ho o no il diritto di ucciderlo ? Perché non ucciderlo?” nel video si palesa un uomo con la voce alterata dal livore, i muscoli del collo si tendono nello sforzo di esprimere odio puro, lo sguardo è violento di per sé.

Vedere un prete con la mente offuscata dall’odio mi ha messo infinita tristezza. In quale abisso si possa cadere per divergenze ideologiche lo ho appreso negli anni bui della contestazione sessantottina. Allora si gridava “uccidere un fascista non è reato” e poi si metteva in pratica il concetto, allargandolo a chiunque non fosse inquadrabile a sinistra. Non mi dovrei stupire più di tanto. Eppure è sempre triste constatare che a certa gente la storia non ha insegnato niente.

Ed ancora più triste è osservare che un pretuncolo possa dire che si debba “elogiare chi uccide Salvini” senza che da qualche suo superiore non si alzi una forte voce di richiamo. Se un medico sostiene che i vaccini sono dannosi, è libero di dirlo, ma l’Ordine dei Medici lo richiama e lo sospende, se non addirittura procede alla radiazione. Se un prete proclama l’assassinio politico come soluzione ai contrasti ideologici, esprime una libera opinione, molto discutibile, ma automaticamente dovrebbe essere invitato fermamente a  spogliarsi dell’abito talare. Con quale credibilità puo’ predicare l’amore per il prossimo ? Quale esempio dà a tutti gli altri religiosi che si impegnano con umiltà a diffondere il messaggio di Cristo ?

Se questo don Giorgio De Capitani vuole restare uomo di religione  e uccidere gli infedeli, ci sono gli integralisti musulmani che lo aspettano a braccia aperte ; o forse no, loro sono più seri: ai ladri come minimo tagliano le mani.