Il giorno 05 c.m. ricevo da Assostampa FVG l’ennesimo messaggio di posta elettronica nel quale si esplicita testualmente: «Dopo l’episodio di CasaPound a Trieste (sembra che Gianluca Iannone si sia rifiutato di rilasciare un’intervista a “Il Piccolo” , il quotidiano locale, dicendo ‘voi mi state sul cazzo’), nella nostra regione proseguono le accuse e le intimidazioni ai giornalisti rei di compiere con professionalità e correttezza il loro indispensabile ruolo di informazione (per uno striscione apparso durante una partita con la scritta ‘giornalisti terroristi’».


Sulla professionalità, correttezza e indispensabilità sarebbe molto da discutere in un dibattito pubblico e non censurato, ma ragioniamo sul termine ‘terrorismo’.
Non è terroristico porre in grassetto «incubo skinhead» un incontro di giovani per il 10 febbraio? Non è terroristico scatenare l’ansia di cittadini e commercianti in prossimità di un corteo di CasaPound? Non è terroristico scrivere «processo di “rifascistizzazione” della zona del viale»? Non è terroristico affermare che, in riferimento alla commemorazione del 10 febbraio, «la destra estrema e nostalgica…legge quei fatti esaltando il punto di vista nazionalista e l’odio etnico»?
Certo, non è terrorismo ma libera o obiettiva valutazione dei fatti.


Poi si passa a qualcosa di più sottile, di subliminale e fasullo. A proposito dell’invito a conoscere CasaPound a Trieste con un aperitivo di saluto al quartiere, e a riguardo dell’attività sociale nel territorio scrive lo stesso spassoso giornalista – Giovanni Tomasin, per intenderci: «Un approccio al territorio simile a quello che storicamente connota i centri sociali, le cui pratiche sono state ampiamente ricalcate dal movimento di estrema destra romano, sempre attento a esibire un volto sociale e amichevole».
In quale esperienza onirica, a causa di quale stato confusionale, in chissà quale atmosfera fantastica il prode giornalista ha visto i centri sociali occuparsi di disabili, di sfrattati, di giovani in difficoltà, di anziani indigenti e di italiani in precarietà esistenziale.
Certo, i fascisti mentono sulla loro vera natura nascondendosi dietro la facciata buonista, mentre i giovani dei centri sociali, quando si nascondo dietro il passamontagna per incendiare automobili, spaccare vetrate, assaltare i negozi, attaccare la polizia e sprangare gli inermi esprimono solo un’esuberanza adolescenziale e la giusta indignazione.
Riassunto: non so se Iannone abbia mai risposto così ai giornalisti, ma io confermo ufficialmente la mia posizione: CERTI MI STANNO PROPRIO SUL CAZZO.