Non paga della vergognosa gaffe istituzionale del convegno “negazionista” con patrocinio comunale e partecipazione dell’assessore alla cultura organizzato dall’Anpi per celebrare, a modo suo, la Giornata del Ricordo delle Foibe la signora  Colombo Rosalba, sindaco PD di Arcore, cerca di giustificare l’inevitabile retromarcia arrampicandosi sugli specchi, o meglio ricorrendo al vecchio espediente dell’esercito borbonico: “facimm’ammuina!”, vale a dire facciamo confusione cercando di confondere le cose.

Così invece di spiegare per quale motivo la sua amministrazione comunale abbia pensato di onorare una legge dello stato chiamando a parlare delle Foibe personaggio impresentabile, privo di qualsiasi credibilità, che si autodefinisce addirittura “capitano dell’OZNA” cioè della polizia politica comunista di Tito, l’equivalente della Gestapo tedesca che ebbe un ruolo fondamentale nella pulizia etnica che colpì gli Italiani del confine orientale, la Colombo Rosalba sindaco pro tempore  prima ci sommerge con una colata di melassa retorica a buon mercato poi, mistificando la realtà, scarica le proprie responsabilità (pesanti ed evidenti) sugli avversari politici.

Apprendiamo dalla sua pagina Facebook che le radici della sindaca sono “ancorate in quello straordinario movimento di popolo che ha combattuto per la liberazione dell’Italia dal giogo nazifascista che si chiama Resistenza”, versione agiografica ed immaginaria della guerra civile che la storiografia (quella vera) ha superato da anni e che sopravvive solo nei comizi dell’Anpi (come quello in programma ad Arcore) e per l’ignoranza di molti, troppi fatti storicamente accertati.

Ma la vera natura dell’approssimativa cultura politica della signora sindaco si rivela nell’ invettiva, tanto scomposta quanto verbalmente violenta, lanciata contro i suoi avversari politici, frutto evidente di pregiudizio e superficialità.

“La libertà di espressione è un diritto conquistato con grandi sacrifici e va tutelato. Lo stesso diritto di espressione che la Destra sta usando con metodi che richiamano fortemente quel periodo nazifascista per negare agli altri di esprimere la propria idea.”

La Destra che usa metodi “nazifascisti” per impedire agli altri di parlare: il solito, rituale, riflesso pavloviano di chi è a corto di argomenti in questo caso, però, fuori dalla realtà ancor più del solito.

Certo, sappiamo bene che per una certa sinistra, alla quale evidentemente appartiene e si ispira la sindaca di Arcore, la democrazia è tale solo quando fa comodo e con chi fa comodo e solo chi fa comodo è autorizzato ad esercitare liberamente la libertà di espressione.

Però da un rappresentante delle istituzioni, sia pure locali, sarebbe lecito aspettarsi un atteggiamento più serio e pacato. E invece la Rosalba, zavorrata evidentemente da un’enorme coda di paglia, pensa bene addirittura di rincarare la dose:

“[…] Un clima velenoso, intimidatorio e quasi violento che ha snaturato completamente lo scopo della giornata del ricordo delle foibe”.

Tutto chiaro, quindi: non sono stati ANPI e Comune di Arcore a snaturare la giornata del ricordo invitando a parlare un personaggio fazioso, inadeguato, improponibile e privo di qualsiasi credibilità, ma quelli che si sono civilmente opposti a questa vergogna.

E in che cosa consisterebbero poi gli “atteggiamenti al limite delle minacce di certa Destra”?

Lo spiegano gli esponenti locali di FDI-AN nel loro comunicato sul tema:

“Fratelli d’Italia domenica sarà presente per onorare quei caduti, quei bambini, donne e uomini che vanno da TUTTI e sempre commemorati. Lo faremo in silenzio, senza simboli politici, con devozione e alto valore morale, noi non strumentalizziamo, noi RICORDIAMO.” Quindi ricordare i caduti in silenzio e senza simboli politici per la sindaca di Arcore significa usare “metodi che richiamano fortemente quel periodo nazifascista”, creare un “clima velenoso, intimidatorio e quasi violento” e adottare “atteggiamenti al limite delle minacce”.

Facimm’ammuina, come si diceva: la signora Colombo Rosalba, incapace di dare spiegazioni serie sui propri errori grossolani, nel tentativo di sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità si aggrappa maldestramente ai più logori stereotipi ed ai più inutili luoghi comuni di una retorica vuota e inconsistente.

Chissà cosa penseranno i cittadini di Arcore del discredito così maldestramente gettato sull’immagine della loro città.