Barzellettina veloce. Due amici stanno camminando per i boschi in montagna, quando improvvisamente uno dei due viene attaccato e morsicato da una vipera proprio in mezzo alle gambe, sul gingillo che permette all’uomo di fare la pipi in piedi. A questo punto il ferito, dimenandosi in terra per il dolore, chiede all’amico di telefonare al medico condotto del paese giù a fondovalle, per sapere cosa fare.

“Dottore cosa debbo fare ?”

“L’unica cosa che puoi fare è chinarti sulla parte morsicata, e succhiare a più non posso per eliminare il veleno.”

“Cosa ti ha detto il dottore ?” chiede quello morsicato.

“Che non c’è niente da fare.” risponde l’amico.

Questa barzelletta mi è venuta in mente leggendo l’ultima trovata di questo governo farsa : è proibito ai bagnini di effettuare la respirazione bocca a bocca ad un annegato onde evitare il pericolo di contagio da coronavirus. In pratica si raccomanda di lasciare a morte certa uno perché potrebbe sussistere il rischio, valutabile intorno al 5%, di un contagio, si parla di solo contagio, con il covid-19 per il soccorritore.

Per la stessa logica immagino che solerti poliziotti locali vigileranno sulle spiagge affinché i suddetti bagnini non corteggino con insistenza belle ragazze tedesche. In questo caso il “bocca-a-bocca” potrebbe portare anche ad altre funeste conseguenze, come la contaminazione con sangue latino delle future generazioni teutoniche.

Continuando nella logica aberrante dei cervelli fulminati della task force del governo Conte, d’ora in poi se un automobilista vede un ciclista ferito e sanguinante ai bordi della carreggiata deve proseguire oltre, perché il soccorso potrebbe determinare una contaminazione del soccorritore. L’omissione di soccorso da reato penalmente perseguibile diventerebbe comportamento esemplare del cittadino che lotta contro la diffusione della pandemia. E il ciclista? Doveva stare a casa sua, come recita l’imperativo della fase 1 e 2 e 3!

Mi ricordo che durante la mia permanenza in Africa, precisamente in Nigeria, tra le prime raccomandazioni di comportamento che mi avevano dato, c’era la regola di non fermarsi a soccorrere nessuno sofferente ai margini della strada. Non avevo capito perché ma d’altra parte non mi era mai capitata una situazione del genere. Fino a quando un collega mi aveva raccontato che un giorno si era fermato a soccorrere un motociclista caduto per strada ; mentre cercava di prestare le prime cure, una piccola folla si era radunata e stava per linciarlo; il suo autista nigeriano lo prese al volo salvandolo da una brutta situazione. La spiegazione che mi venne data   è che se ti fermi davanti ad uno a terra è perché ce l’hai con lui. In un paese dove non esiste il concetto di misericordia, le cose vanno in questo modo.

Abbiamo impiegato secoli per fare entrare nelle nostre coscienze la base del cristianesimo : “ama il prossimo tuo come te stesso”. Adesso torniamo ad un neopaganesimo, che vede il prossimo come sospetto, da cui stare lontano; torniamo ai primordi, alla giungla, a luoghi lontano da noi.

Finalmente con la sostituzione etnica, il progetto tanto caro ai nostri amici pidioti si sta realizzando.