Un rifiuto, un no alto, deciso irreversibile vanno opposti alla sconclusionata esternazione di Salvini ospitata sul “Corriere della Sera” di ieri. Invece di affrettarsi – confermando la cronica equivocità delle sue posizioni – a sottoscrivere, al pari della Meloni promotrice, il “patto antinciucio”, presentato salato, Salvini si è esibito in uno dei soliti show, scoprendo come arma sconvolgente e dirompente, un assurdo miscuglio, una novella “armata Brancaleone” da rigettare senza esitazione alcuna.

 Ha estratto dal suo magico cilindro un’idea sconclusionata, farneticante, sintetizzata nella formula “Coalizione degli italiani”. E’ vero del resto che da buon leghista, oltre le linee tipiche disgregatrici (in Alto Adige il suo rappresentante non ha bocciato la proposta di cancellazione del nome) non possiede nè idee né valori da difendere. Riportare a galla i miscugli meschini e confusi con laici, liberali e socialisti, sa tanto di vuoto di idee e di salto nel buio.

 E’ lo stesso Salvini, nel momento in cui confessa la propria impreparazione [profonda] e la propria [insanabile] inadeguatezza da curare con lunghe terapie educative, a sancire la propria bocciatura alla gestione della cosa pubblica. Il fatto stesso che non sappia affrontare temi diversi da quelli delle partita Iva ed ignori argomenti salienti e pregnanti per la vita dell’Italia, quali la cultura, scuola e l’università lo confina ad un ruolo, al più di IV fila. Ad accrescere la confusione non poteva davvero una esponente di “Forza Italia”, l’altoatesina Michela Biancofiore, altra latitante, con la sua ideona di “Squadra Italia”. Sciocchezze.