Per quali motivi la Destra italiana – qualunque etichetta politica essa indossi – si presenta alle elezioni? Intendo dire, a parte il motivo umanissimo di assicurare posti ben pagati ad alcuni suoi esponenti e ai loro collaboratori? Ve ne sono altri, di motivi, oltre a questi ultimi?

Così a occhio, ci potrebbe essere quello di governare. Altrettanto a occhio, quello di diffondere delle idee, favorendo un consenso e un orientamento sociale diffuso.

Bene, consideriamo ora cosa è avvenuto ieri nel corso della commemorazione dei nostri assassinati del 29 aprile. Alle 15 ai giardini di via Bronzino, luogo deputato alle cerimonie ufficiali, il sindaco Sala si presenta senza fascia tricolore. Era forse là come uomo, insomma, ma come sindaco no, perché Borsani Pedenovi e Ramelli, morti di serie B, non meritavano tanto onore. Bene, cosa fanno gli esponenti della Destra ivi convenuti? Tacciono e abbozzano, timidetti come le pecorelle dantesche, salvo borbottare qualcosa perché Sala, nella comparsata, di Pedenovi si è addirittura dimenticato.

Si fa sera, e in piazzale Susa i giovani di destra chiedono di poter fare un corteo. Un ordinato corteo, come l’hanno fatto in precedenza, quando governava la Sinistra. Ma quest’ anno governa – si fa per dire – la Destra, e allora bisogna farle capire chi è più forte. E Il prefetto nega il permesso.

Ma i prefetti non dipendono dal ministro dell’interno? Ma il ministro dell’interno non è quel terribile duro di Salvini? Dipende. Alle volte, come in questo caso, il prefetto fa da ministro e il ministro vero alza le spalle indirizzando quattro parole di circostanza al povero morto. E così quando i giovani, esacerbati per quella che con buone ragioni vedono come un’ingiustizia, si muovono di qualche decina di metri lungo la via, ecco la polizia che – peraltro eseguendo ordini, come non può non fare – li imbottiglia e li inchioda sul posto, mentre a centri sociali, ANPI e succedanei il corteo è consentito e regolarmente si dipana per Città Studi. Soltanto dopo aver parlamentato a lungo, gli onorevoli della Destra ivi presenti ottengono il permesso di … passeggiare sui marciapiedi, coerente conclusione della serata.

Cara Destra della Sinistra, alla fine poteva andare pure peggio, ma i nodi restano. Evitati guai maggiori? Forse, e nel caso me ne compiaccio. Ma era o non era la commemorazione di Borsani, Ramelli, Pedenovi? Perché i nostri maggiorenti non hanno urlato, nei giorni scorsi, quando hanno saputo che il corteo non si doveva fare? Propongo: i fini diplomatici lascino per favore il campo alla Sinistra sic et simpliciter. L’anno prossimo potremo così commemorare i nostri morti come si deve. Potremo avere il corteo con le fiaccole e davanti al luogo in cui Sergio fu ucciso salutarlo con il gesto che sarebbe piaciuto a lui. Ci sarà di certo qualche polemica, ma si spegnerà presto.

Mai più, in ogni caso, un 29 aprile come questo.