“Sangue dei vinti al Campo X. Il prefetto vieta il ricordo. Respinta ieri la richiesta delle Associazioni d’arma. “I trasgressori saranno denunciati all’autorità”.

Questa è la notizia riportata sull’edizione on line de “Il Giornale”. Speriamo per i tanti sostenitori della destra, elettori del Carroccio, si tratti di una fake news.

Nella terra (usare il termine “patria” sarebbe per lui offensivo) del ministro dell’Interno , il neo prefetto, quindi di nomina salviniana, tale Renato Saccone, “ha fatto sapere come sia stata ufficialmente negata l’autorizzazione alla commemorazione dei caduti della Repubblica di Salò”, prevista al Campo X del Cimitero Maggiore e organizzata da “Arditi d’Italia” e “Memento”.

Strumentalizzando la ricorrenza dei defunti, il “prefetto” ha tenuto a far presente che il Comitato per l’ordine e la sicurezza ha ritenuto che “nulla debba turbare questo momento e che nessuna cerimonia o manifestazione di carattere politico [chissà quali decisioni sarebbero state adottate dietro richiesta delle associazioni partigiane] si possa tenere nei cimiteri” . Saccone ha “rincarato la dose”, sottolineando da parte del questore l’ adozione delle misure conseguenti “e qualsiasi comportamento che non rispetti le regole prescritte verrà denunciato all’autorità giudiziaria” [non al carcere duro prospettato per il pluriomicida Battisti, capace di irridere].

Il prefetto si è inchinato all’orientamento perentorio espresso dal sindaco di sinistra, dal presidente provinciale dell’Anpi (di anni?) e del sito “Osservatorio democratico sulle nuove destre”, sempre vigile.

La magistratura incredibilmente un anno fa (Saccone l’avrà dimenticato) aveva considerato “commemorazione dei defunti” una analoga cerimonia di esponenti di estrema destra, denunziati dalla Digos per apologia di fascismo.

E’ stato rammentato poi, senza smentita, che neanche il sindaco di Milano, “militante partigiano”, aveva impedito l’ omaggio.