David Parenzo e Giuseppe Cruciani stanno conducendo l’ultima puntata della stagione della Zanzara su Radio24. Una trasmissione seguitissima che da anni fa del politically incorrect la propri bandiera.

Ad un tratto, al momento dei saluti finali, spunta fuori il nome dell’assistente di produzione Matteo Ramelli. Fra una battuta e un urlaccio, Parenzo si domanda “Ma Ramelli è parente del terrorista Ramelli, quello che era…vabbeh”. Il riferimento, con ogni probabilità, è a Sergio Ramelli, l’attivista di destra ucciso a sprangate nel 1975 a Milano da membri del gruppo di estrema sinistra Avanguardia Operaia. Un ragazzo di appena 18 anni che mai si era reso protagonista di un atto di violenza in vita propria. Una vittima della violenza politica e non certo un terrorista.

La gaffe di Parenzo non è certo stata accolta bene e anzi ha scatenato una vera e propria rivolta sul web. Schiere di militanti di destra hanno iniziato a protestare per l’accostamento indebito e qualcuno ha anche chiesto il licenziamento del giornalista con una petizione su change.org. Su un muro di Padova, città natale di Parenzo, è anche comparsa una scritta inneggiante a Ramelli: “Parenzo, ma quale zanzara, sei una zecca senza onore. Onore a Ramelli”, con tanto di fasci littori stilizzati.

Il giornalista, compreso l’errore, si è poi scusato con due post su Facebook: “Ramelli è stata una vittima del terrorismo, come tutti sanno! Non era mia intenzione, lo ripeto, offednere la memoria di una vittima del terrorismo. Chi segue la Zanzara sa che non ho mai scherzato sui morti. È un mio principio.”

Verso chi lo ha minacciato, però, Parenzo ha annunciato di essere pronto a ricorrere alle vie legali.

 

Ivan Francese, Il Giornale 31 luglio 2017