Prendersela con l’amministrazione comunale di Roma è come sparare sulla Croce Rossa, ma stavolta se la sono proprio cercata.

Il consiglio comunale della capitale, incurante della famose buche delle strade (oramai famose in tutto il mondo), dimenticati i rifiuti che invadono le vie di centro e periferia (nessuno sa dove metterli ma almeno fanno felici i topi) e ignorati gli autobus introvabili (che quando si trovano prendono fuoco per strada), è riuscita ad occuparsi di una questione di fondamentale importanza per i cittadini romani: lo sgombero della sede di Casapound, occupata da qualche lustro.

Una mozione proposta dal PD che ”impegna la sindaca Virginia Raggi ad intervenire presso il Ministero degli Interni, il prefetto e il questore affinché sia predisposto lo sgombero immediato dell’edificio di Via Napoleone illegalmente occupato dall’associazione CasaPound Italia” è stata approvata col voto del Movimento 5 Stelle, contrari solo i 4 consiglieri di centrodestra.

Immediata la reazione, sguaiata e inutile, di Roberta Lombardi, capogruppo M5s alla Regione Lazio: “Bene ok a sgombero CasaPound. La tutela della legalità non ha colore politico e non può esservene una di serie A e una di serie B. Matteo Salvini, ti presenterai anche lì con la ruspa?”.

Forse una ripicca contro il socio forte della coalizione, un tentativo di metterlo in difficoltà, o forse solo la solita uscita senza capo né coda in puro stile grillino, tipo abolizione della povertà o nuovo boom economico.

C’è però un piccolo dettaglio: l’immobile occupato da Casapound non è di proprietà comunale ma demaniale, è dello Stato non del Comune di Roma che non ha quindi nessuna competenza né per richiedere lo sgombero né per farlo eseguire.

Solo le solite e inconcludenti chiacchiere antifasciste di un PD allo sbando e la necessità dei 5 stelle romani di allontanare l’attenzione dalle condizioni drammatiche in cui hanno ridotto la città, possono avere indotto il consiglio comunale della capitale più disastrata d’Europa a trovare il tempo di occuparsi di una questione pressoché inesistente ed a votare quello che resterà un pezzo di carta simbolico e senza valore.

La lista degli sgomberi urgenti e necessari a Roma è lunga, così come quella dei problemi di igiene e ordine pubblico da queste provocati, come ha dimostrato drammaticamente la cronaca nera degli ultimi mesi e come sanno bene i cittadini romani.

Non sarà certo il cicaleccio di qualche stralunato politicante di sinistra fuori dalla realtà – che dopo avere difeso per anni qualsiasi occupazione buonista ora vede nella pleonastica delibera comunale un “passo avanti sulla via della dignità e della legalità” e nell’occupazione di Casapound una “vergogna”, come ha dichiarato il segretario regionale PD del Lazio – a modificare la situazione.

E neppure le paturnie di un M5S sempre più in difficoltà al Comune e al Governo, vittima della sua stessa inconsistenza e di un dilettantismo molto più dannoso di quanto non si potesse prevedere.

Come ha dichiarato lo stesso Ministro Salvini, replicando alla Lombardi, il programma degli sgomberi, concordato dalla Prefettura di Roma, esiste già e riguarda prioritariamente, come è ovvio, “le situazioni più pericolose per l’instabilità delle strutture e quelle per cui ci sono richieste di sequestro giudiziario in corso”.

Non è, ovviamente, il caso di Casapound.

Quindi delibera totalmente inutile, tempo perso e chiacchiere al vento che oltre a non ottenere nessuno sgombero non potranno certo riparare le strade, rimuovere l’immondizia o far funzionare gli autobus.

I cittadini romani ringraziano.