Risulta veramente incredibile, al limite, comunque dell’assurdo, che il quotidiano “Il Tempo”, sul quale tanta considerazione era riposta dai lettori romani di destra, abbia ospitato un “intervento” , intitolato “Roma bloccata serve un reset”, dovuto ad un parlamentare del PD, il cinquantacinquenne palermitano Michele Anzaldi, fornito di diploma di liceo classico, giornalista professionista ed eletto nel 2013 nella circoscrizione dell’Emilia Romagna. A lato del “pistolotto” appare l’ennesima puntata sullo scandalo capitolino: “Scoppia l’Affittopoli di Mafia Capitale. Il business della case. Così Buzzi e company riuscivano ad ottenere edifici comunali. Trattative con i direnti del Campidoglio per aver sconti fino all’80%. A centro della I pagina una foto del “Sindaco” Marino impegnato nel Roma Pride, tradizionale kermesse dell’orgoglio omosessuale.

In V pagina appare la notizia, ormai scontata, dell’accantonamento dello stesso medico e della nomina dell’onnipresente (anche onnipotente?) prefetto Gabrielli a commissario per l’Anno Santo. E intanto abbiamo letto lo scritto di Anzaldi, che prescrive che Roma sia “resettata come un pc o uno smartphone”. Logicamente le responsabilità ufficiali sono della destra in Campidoglio mentre tutto il resto, tutto il gravosissimo e vergognosissimo seguito, è causato dalla crisi economica. Dopo aver proclamato che “Roma ha bisogno di un nuovo inizio, ha bisogno di essere sbloccata” con un impegno corale da destra a sinistra “per far tornare la Capitale al servizio dei suoi cittadini”. Dopo e solo dopo questo ciclopico compito assolto, i romani decideranno il loro futuro. Ma la resettazione urgente ed immediata è l’azzeramento dell’ Amministrazione comunale. Tutti sanno che in caso di chiamata alle urne Marino (ed anche il suo temporaneo sponsor) sarebbero spazzati via con lesione pesantissima della credibilità. Il parlamentare chiude, recitando una pagina del Vangelo secondo Matteo (Renzi) secondo cui, con un acutezza senza pari, “serve una pulizia profonda”.

Merita poi attenzione, anche se le ombre di una immeritata ed ingiustificata sopravvalutazione degli inesistenti meriti di Renzi prevalgono sulle luci, un editoriale serio di Alessandro Campi su “Il Messaggero”, dal titolo “Conflitto fra poteri. La politica sotto assedio e il “fattore giustizia””. E’ difficile respingere il discorso fatto da Campi sull’affarismo e sul livello scadente del personale impegnato in politica, legato al Pd, a FI e all’Ncd e sull’”azione professionale dei magistrati, che fanno semplicemente il loro dovere a difesa della collettività” .

Campi pone all’attenzione una questione, ormai drammatica, in cui Renzi, per non parlare della povera Mogherini, hanno fatto e continuano a fare verso l’Europa, che ci maltratta e calpesta, una figura, più che meschina, addirittura avvilente. Si tratta dell’”immigrazione incontrollata dal Sud del mondo. Un problema reale, sino ad oggi malamente sottovalutato dalla sinistra nelle sue implicazioni sociali e simboliche, divenuto il maggior alimento [a ragione] delle opposizioni, sul quale – in mancanza di soluzioni originali, drastiche ed efficaci da parte dell’esecutivo in carica – si finiranno per decidere i futuri appuntamenti elettorali”.

Non dubiti Campi che sull’argomento arriverà presto, per bocca di Renzi ed elaborata nell’”officina”, una “sentenza” “originale, drastica ed efficace” degna dell’aspirante fondatore della Terza Repubblica.