Daniza è una mamma orsa di 18 anni. Qualche giorno fa passeggiava nelle foreste sopra Pinzolo, nel Trentino. E passeggiava con i suoi due cuccioli. Per gli animali i cuccioli sono tutto, non come per gli uomini. Infatti nel mondo degli animali non esistono tribunali che si devono occupare di pedofilia, prostituzione minorile o di siti Internet che vendono foto osè di bambine.

Tantomeno gli animali prendono aerei per andare nei paesi orientali per sollazzarsi un po’ – guarda che gusti – con cuccioli umani in tenera età.

Ebbene mamma orsa, appunto mentre passeggiava, dietro ad un cespuglio ha avvistato uno strano animale. Mamma orsa ha capito subito che era un essere umano, quindi un pericolo potenziale per tutto ciò che è naturale. Come appunto naturale, per un’orsa, è passeggiare con i suoi cuccioli.

Ma mamma orsa era ingenua e non si è accorta subito che l’intruso non era solo uno sgradito essere umano, ma era pure un diffuso modello di imbecille. Ha pensato che fosse una minaccia per i suoi piccoli, per questo lo ha aggredito e, a pedate nel sedere, lo ha mandato via. La povera mamma orsa, se fosse stata un po’ più scafata, avrebbe capito che l’umano cretino, alla fine, non è un pericolo per i suoi cuccioli ma solo per se stesso (ed i propri cuccioli).

Poi, l’umano, tutto acciaccato e piagnucolando da vero uomo, si è recato presso le autorità lamentando le ferite che, secondo natura, mamma orsa gli aveva inferto. Naturalmente, appresa l’avventura, le pubbliche autorità, con sconosciuta efficienza, sono partite in quarta con un ordine di cattura immediata di quella feroce belva che aveva osato mettere a repentaglio la vita dell’umano per difendere i propri cuccioli. Adesso, mentre scriviamo, è in corso una battuta tesa a catturare la nostra amica orsa e valutarne la ferocia e la pericolosità.

Insomma una storia, purtroppo questa volta vera, che sembra trarre spunto dalla novella di Dino Buzzati: il Babau. Una novella dove si raccontava di un fantastico animale che allietava i bambini ma che, proprio perché sconosciuto, fu distrutto dalle autorità di una città modello. Ottenendo il nefasto risultato di preservare l’ottusa umana legalità, ma pure di lasciare i bambini di quella città senza il loro amico Babau.

Ovviamente speriamo che, questa volta, l’epilogo sia ben diverso.

Ma una cosa la dobbiamo dire: quanto deve essere idiota uno che si nasconde in un cespuglio per guardare un orso, a casa sua, fare gli affari propri? Quanto devono essere burocrati quelli che hanno raccolto il fesso pieno di cerotti e ferite senza gratificarlo con due sonori schiaffoni solo per essere andato a disturbare ciò che neanche riesce capire? E quanto presuntuosi sono questi esseri umani che, incapaci di tutto, pretendono di fare i padroni degli habitat di animali che sono capaci di molto più di loro?

Con queste premesse abbiamo solo un consiglio da dare a mamma orsa: corri veloce e porta i cuccioli lontano da questi bipedi cretini.