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Monsu Bergoglio, in arte Papa, accusa di ipocrisia i cristiani che si sono stufati di accogliere i migranti. E se lo dice Monsu Bergoglio bisogna credergli. Non perché di mestiere faccia il Papa, ma perché di ipocrisia è un fine intenditore. Praticamente un maestro, il vero numero 1. Dovrebbero metter su una compagnia teatrale, lui ed il bugiardissimo: una coppia da far impallidire Tognazzi e Vianello.
Già, perché Monsu Bergoglio pontifica (è il suo mestiere) sui bambini di Aleppo ma, nel nome della più professionale ipocrisia, ignora completamente i bambini massacrati nello Yemen dall’aviazione saudita con il sostegno degli Stati Uniti. Eh sì, per Monsu ci sono bambini e bambini. E quelli dello Yemen sono meno bambini degli altri. Anche se vengono massacrati mentre partecipano al funerale di loro coetanei.
Ma il numero 1 degli ipocriti resta anche in silenzio quando i migranti, in gruppo, stuprano una ragazza italiana. E resta in silenzio davanti allo spaccio di droga gestito da altri migranti. Davanti a due anziani siciliani massacrati da una grande risorsa. Attacca gli italiani perché accusano gli zingari di vivere di furti, ma resta in silenzio di fronte alle tonnellate di refurtiva ritrovate nei campi di questi “fratelli nomadi”.
Un’indignazione a comando, a giorni alterni e, soprattutto, indirizzata in un unico senso. Con gli edifici di proprietà della chiesa aperti per accogliere i migranti ma chiusi quando si devono accogliere i senza tetto italiani. E non si sono sentite le parole indignate del Papa quando un italiano è morto in un pronto soccorso dopo 56 ore di agonia in mezzo a tutti. Perché i soldi per curare gli italiani poveri non ci sono più: i soldi servono per chi arriva da fuori.
Ma è muto, monsu Bergoglio, anche di fronte ai problemi di alimentazione e di possibilità di cura dei bambini greci. Anche loro, evidentemente, ipocriti che pretendono di mangiare invece di rinunciare a tutto per accogliere in hotel a 4 stelle i nuovi fratelli.