Oggi e domenica si svolgerà l’assemblea della Fondazione AN. Io vi participero’, cercando di dare il mio personale contributo, come militante di una vita, ad un dibattito, che spero aiuti a ricomporre la diaspora delle destre, favorendo la confluenza in un soggetto politico comune, volto al futuro e non al passato.

Spero che questo soggetto si fondi sull’esperienza di FDI-AN (partito a quale ho aderito  sin dalla nascita) come punto di partenza e non di arrivo del “ritorno al futuro” della destra italiana. Tutto ciò potrà accadere soltanto a condizione che vinca l’umiltà, la volontà, la passione vera e la capacità di tornare ad essere comunità’. Bisogna sconfiggere la logica della ripicca personale, delle rivendicazioni sterili, dell’autoreferenzialità . Non devono prevalere le logiche dei pretoriani fedelissimi, degli estremisti parolai, dei cerchi magici e dei cacciatori di volatili.

Non dobbiamo resuscitare colonnelli senza truppe, ne’ rinchiuderci nella logica del giovanilismo e del “nuovismo “a tutti i costi. Serve il coraggio del confronto vero e sincero, rispettoso della buona fede altrui , per raggiungere sintesi alte e abbandonare lo stato di rissa perenne. Coloro che hanno paura del rischio dell’apertura a energie altre, vecchie e nuove, invece di puntare alla crescita di una destra forte e autonoma, magari preferirebbero un percorso più “tranquillo”, accontentandosi di un di po’ di posti nel listone unitario del centrodestra, di cui si comincia a parlare. QUESTO NON SERVE ALLA NOSTRA STORIA E AL NOSTRO POPOLO.

Certo, abbiamo una leader valida, Giorgia Meloni, ma non basta. Non può bastare. Abbiamo bisogno di costruire una struttura forte e intelligente capace non solo di competere in una semplice battaglia elettorale ma d’affrontare una guerra per salvare la nostra Nazione.

Giorgia deve dimostrare avere lo stesso coraggio che ebbe lasciando il PdL, mettendosi a capo di questa nuova fase , con generosità nei confronti di chi si è attardato, con intransigenza contro chi tenta di riciclarsi. Nell’ultima versione della “mozione dei quarantenni” e in quella di Ignazio La Russa vi sono utili elementi per convergere su una soluzione se non unitaria, quantomeno in grado di raccogliere una vasta maggioranza. Con pazienza si può individuare un percorso non necessariamente agevole e semplice, ma necessario per dare vita ad uno schieramento di Destra, inclusivo e vincente. E’ un’occasione da non perdere, lasciando perdere inutili e vane difese di orticelli privati, posizioni di rendita e protagonismi senza senso. Siamo ancora in tempo.