L’ufficiale di stato civile, Matteo Renzi, proroga, per calcoli e cavoli suoi, la certificazione elettorale della morte politica del centrodestra. Così i relitti del vecchio galeone berlusconiano e qualche naufrago non ancora affogato sembrano navigare e nuotare.
In verità, parafrasando il poeta, credono d’esser vivi e sono morti. La residua, terminale vitalità si manifesta nella caccia ai “valori”, beninteso non nell’accezione di principi, ma in quella numeraria, monetaria. Guardate l’agitazione dell’ex dirigenza aennina attorno alla Fondazione An, “che ha in cassa soldi e immobili a sufficienza per ricostruire un partito”, scrive il Corriere di oggi, fingendo di prendere sul serie le motivazioni addotte dagli ex “colonnelli” che ne detengono, insieme a Fini, il controllo.
Ricostruire cosa? Come? Con chi? Purtroppo la dissipazione della Destra, la contaminazione con affari di sesso e di denaro, l’abiura di tradizioni, l’estirpazione di radici e’ stata tanta e tale da ridurla in poltiglia e frattaglie incommestibili. Purtroppo è impensabile una rimonta in tempi politici. Tanto meno fin quando danzano intorno alle sue spoglie i suoi demolitori.
Io credo che la Destra sia , come del resto la Sinistra, determinazione storica dello Spirito, che è “duale”, come asseriva Bobbio. Credo, per usare un’espressione di Croce, che sia una componente perenne della storia. Credo che non morirà e risorgerà. Ma per mondarsi delle scorie e dei rifiuti con cui negli ultimi decenni l’hanno sepolta Fini, Berlusconi e loro compagni di merenda ci vorrà tempo, molto tempo. Molto di più di quello che resta alla mia generazione ed alla loro.