Martedì 27 gennaio é ricorso il ventesimo anniversario della nascita di Alleanza Nazionale. L’omonima Fondazione, che del partito é l’evoluzione societaria, oltre che custode del patrimonio politico, documentale, fotografico, storico (e pure patrimoniale e finanziario) ha brillato per la totale assenza. Non uno straccio di evento celebrativo organizzato da chi ha, come precipuo compito statutario ” la conservazione, tutela e promozione del patrimonio politico e di cultura storica e sociale che è stato proprio, fino alla sua odierna evoluzione, della storia della “destra” italiana, e, segnatamente, del partito politico Alleanza Nazionale”.
Ricordare il percorso politico della destra italiana nella seconda repubblica, celebrarne i successi, analizzarne gli errori, confrontarsi su possibilità e strumenti per attualizzarne impegno e messaggio, non è sembrato motivo di azione per chi dovrebbe avere esattamente quel obiettivo.
Escludendo che in via della Scrofa non fossero informati della ricorrenza, rilevo come la gestione di quel che resta della “casa comune” sia bloccata, congelata, dai reciproci veti di chi ormai non rappresenta più alcun esercito, ma continua a voler impedire che altri provino a rivitalizzare ciò che la vanità di uno, e la codardia degli stessi soggetti che rendono immobile la Fondazione, hanno sotterrato.
Mi chiedo fin quando la maggioranza dei soci resterà silente, subendo la volontà di chi certamente ha già dato il meglio di sé, piuttosto che rimettere in attività il funzionamento di una struttura che potrebbe giocare un ruolo importante nell’auspicata costruzione di una rinnovata area politica in grado di contendere alla sinistra il governo della Nazione.