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In attesa di decidere chi sarà il prossimo presidente della Federazione Russa alla scadenza del mandato, Vladimir Putin sta incassando un pezzo dopo l’altro dell’Europa che – secondo i disinformatori di professione – gli avrebbe voltato le spalle. E senza neppure addentrarsi nelle prospettive sul fronte americano. Dopo i successi dei presidenti filorussi in Bulgaria e Moldavia, la vittoria di Fillon alle primarie per le presidenziali francesi porta anche Parigi nelle fila dei potenziali alleati. Perché, a meno di sorprese sempre possibili considerando l’attendibilità di sondaggi e analisi, lo scontro finale per l’Eliseo sarà tra Marine Le Pen e Fillon. Entrambi favorevoli a migliori relazioni con Mosca.
Se poi, il 4 dicembre, non si ripeteranno i brogli, anche l’Austria avrà un presidente che guarda alla Russia con maggior favore. E il tutto senza muovere un dito, o quasi. Semplicemente incassando gli effetti del disgusto generale per il politicamente corretto imposto da gente come Juncker ed i suoi accoliti nel vari Paesi dell’Ue. Nel frattempo anche la Turchia minaccia di trascurare gli scambi con l’Europa per puntare su Russia e Cina. Una minaccia per alzare il prezzo, probabilmente, ma l’ennesimo segnale di un malcontento generale.
D’altronde come è possibile ovviare al disgusto collettivo quando la politica estera europea è affidata a Mogherini? Così, a lottare contro i popoli europei in nome di una guerra al populismo, restano i media. Non soltanto quelli italiani, ovviamente, anche se i nostri cercano sempre di fare i primi della classe. Così titolano sull’eroina Merkel che si batterà ancora una volta contro il populismo dilagante: non si cede neppure un metro. Poi, in realtà, si scopre che anche Angela sta cedendo non metri ma chilometri. E il suo partito (proprio il suo, non la Csu bavarese) avrà come programma elettorale il respingimento di tutti i migranti che non hanno diritto di asilo in Germania. Tutti da riportare nei Paesi d’origine o, tutt’al più, nei Paesi di transito. Cioè l’Italia. Ma questo, nei titoli dei quotidiani e delle tv pubbliche e private del bugiardissimo, non compare.