E’ polemica sulla decisione del governo in materia di frequenze tv e, in particolare, sulla cancellazione del precedente regime di beauty contest sostituito da un’asta pubblica dagli incerti risultati. Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, ha reso noto oggi nel corso dell’assemblea degli azionisti che l’azienda presenterà ricorso al Tar denunciando un’operazione demagogica da parte dell’esecutivo e ventilando l’ipotesi che la società non partecipi all’eventuale asta. “Far pagare alle ricche televisioni le frequenze, anziché diminuire i redditi dei cittadini con nuove tasse”. Questo il rilievo di Confalonieri, che ha aggiunto: “Come sappiamo tra le due cose non vi è relazione. Le tasse sono aumentate e siamo proprio sicuri che l’asta produrrà introiti significativi per lo Stato?”.

Sulla materia del contendere è intervenuto il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, che ha sottolineato come “In campo televisivo non servono leggi ad personam, ma neanche leggi vendetta come quella che è stata proposta dal governo”. “La norma sulle frequenze tv – ha aggiunto Gasparri – crea un danno nel settore e potrebbe azzerare gli incassi per lo Stato. Invitiamo l’esecutivo a riflettere ed a seguire regole europee”.