Salvini ha fatto bingo, o quasi. Un passo indietro sulle nomine di Camera e Senato e la certezza della candidatura di Massimiliano Fedriga — uno dei nomi migliori della “covata” salviniana —  alla presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia. Una nomina sofferta che arriva dopo un lungo psicodramma — annunci, smentite, mobilitazioni, proteste, inciuci, veline, incazzature — all’interno del centrodestra del FVG. Tre-due settimane di stasi e confusione per una partita (almeno sulla carta) già vinta.

Il problema l’ha creato Berlusconi che, sollecitato dai suoi modesti referenti locali, ha voluto imporre giorni fa il modestissimo Renzo Tondo (un alfaniano pentito o giù di lì…). Per molti, per troppi un personaggio invotabile e impresentabile. Risultato: una vera e propria rivolta del popolo del centrodestra contro l’ex cav. e il suo candidato. Il rischio diventava consegnare la regione ai grillini. Fortunatamente le cose sono marciate veloci. Lunedì scorso Salvini, accolto a Udine da una platea infuriata, ha posto il suo veto su Tondo mentre FdI ha assicurato il suo pieno appoggio a Fedriga.

Molto probabilmente assisteremo ad una vittoria bella del centrodestra. Bene. Resta il fatto che il Nord  diventa sempre più “verde”. Presidenti e governi a trazione leghista in Lombardia, Veneto, domani Friuli Venezia Giulia e, in prospettiva, nel Piemonte…. La destra politica dovrebbe farsi iniziarsi a farsi delle domande sul Settentrione d’Italia. Il  rischio è l’irrilevanza.