Ieri a Milano un’oscura consigliera comunale del Pd, certa  Rosaria Iardino, ha fatto sentire tutta la sua vibrante indignazione per  quanto  avvenuto a Vladimir Luxuria a Sochi. Stracciamento di vesti e tonante richiesta per elidere il gemellaggio tra Milano con San Pietroburgo.

Già, hanno fermato Luxuria per aver esposto una bandiera pro-gay disturbando i passanti. Nulla di grave. Un breve fermo e poi il rilascio. Il “nostro” Vladimir” è ancora vivo/a, vegeto/a, sano/a e allegro/a. Ben per lui/e.

Siamo felici per per il ritorno del Luxuria nazionale nella madrepadria. In fin dei conti, è soltanto un(a) roboante narciso/a in cerca di pubblicità, decisamente più simpatico/a di Fazio e Litizzetto — i becchini di Sanremo — e  più profondo/a di Gad Lerner e di Daria Bignardi…

Qualcuno avverta, dunque, Iardino Giovanna e la tranquillizzi. Povera donna. Luxuria non è incarcerato/a in Siberia. Non soffre e non piange. Non trema e non ciabatta nella neve. Putin, l’altro Vladimir, ha evitato fruste, catene e manette e ha offerto al Vladimir tricolore un volo di ritorno. Un colpo di culo per piccola star pugliese per l’inaspettata pubblicità che qualche cretino/a ha voluto dedicarli/e.

Qualcuno ricordi, nel frattempo, alla mesta Iardino che in Russia in comunismo è finito da tempo e gli omosessuali non finiscono più — come ai bei tempi del baffone “vostro” — nei gulag perchè “elementi antisocialisti”. Insomma, la Iardino dorma tranquilla nel suo lettuccio, vada dal parrucchiere (ne ha bisogno) e si legga qualche libricino…

Una domanda. Prima di inquietarsi per il gemellaggio con la Russia non era forse il caso di pensare a quello con San Paolo? Guarda caso il Brasile protegge un assassino come Cesare Battisti, terrorista che non si è mai neanche pentito, anzi ha irriso le famiglie delle vittime.
Un breve riassunto, per chi ha la memoria corta, debole: solo considerando gli omicidi avvenuti a Milano, Battisti si è macchiato del sangue del gioielliere Pierluigi Torregiani (lasciando il figlio per sempre su una sedia a rotelle) e di Andrea Campagna, agente della Digos milanese. Battisti è stato condannato, ma vive felicemente in Brasile dopo che, nel giugno 2011, è stata definitivamente negata l’estradizione. L’anno scorso si è saputo che è andato a vivere a San Paolo, in un quartiere di lusso.
Qualcuno avverta la povera Iardino e lo smemorato Pisapia. Forse vale la pena d’indignarsi per cose più serie che per le sarabande di Luxuria a Sochi. Per esempio, per il gemellaggio di Milano con San Paolo.