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I Balcani saranno il nuovo campo d’azione della Cina e la Serbia avrà un ruolo privilegiato. Lo ha confermato l’ambasciatore cinese a Belgrado, Li Manchang (nella foto). Dopo l’abolizione dei visti per serbi e cinesi, sono stati firmati tre importanti protocolli bilaterali, del valore di 734 milioni di euro. Tanti, tanti soldi che verranno  impiegati per finanziare importanti progetti infrastrutturali  e industriali indispensabili per il rilancio dell’economia della repubblica balcanica.

I nuovi mandarini  intanto guardano anche ai porti della Croazia — snobbando i nostri scali adriatici  — da collegare con la “One Belt One Road”, la nuova via economica della Seta che assicurerà l’accesso commerciale del colosso asiatico in Europa. Confermata, inoltre, la costruzione della Balkan Silk Road, la moderna ferrovia che collegherà il porto del Pireo (gestito dai cinesi)  con Budapest e poi verso Amburgo, e gli altri progetti programmati, sempre sostenuti da Pechino: l’autostrada Banja Luka-Spalato (600 milioni), le centrali elettriche in Bosnia (oltre un miliardo) e Romania (4 miliardi), strade e navi in Montenegro, modernizzazione delle ferrovie in Macedonia. Insomma, la Cina è sempre più vicina ma l’Unione Europea e l’Italia restano a guardare.