Trump non demorde e vuole la Groenlandia. Dopo la proposta d’acquisto della scorsa estate, immediatamente rifiutata dal governo danese come “idea assurda”, la Casa Bianca ha annunciato aiuti per 12,1 milioni di dollari destinati alla Groenlandia, ricca di risorse minerarie, molto ambite anche da Cina e Russia. Lo riferisce l’emittente Bbc ricordando che entro la fine dell’anno Washington aprirà una rappresentanza consolare nel territorio danese, abitato da sole 56 mila persone, per lo più Inuit o discendenti degli antichi coloni vichinghi. «Questa buona notizia conferma che il nostro lavoro per erigere rapporti costruttivi con gli Stati Uniti sta funzionando» ha dichiarato il premier della Groenlandia, Kim Kielsen.

«L’aiuto non è mirato ad aprire la strada all’acquisto della Groenlandia ma ad aiutare il suo sviluppo economico, essenzialmente basato sulle risorse naturali, e dell’istruzione» ha riferito a Associated Press un ufficiale del dipartimento di stato Usa. «Siamo anche preoccupati per l’attività militare della Russia nell’Artico. La sua presenza è cresciuta drammaticamente negli ultimi anni» ha aggiunto la stessa fonte statunitense. Con lo scioglimento dei ghiacciai in Artico si aprono nuove rotte marittime e si scoprono depositi di minerali – uranio, zinco, oro e gemme – che stanno accrescendo l’importanza strategica della Groenlandia. Gli Stati Uniti sono già presenti con l’importante base militare aerea di Thule, perno strategico per le attività di sorveglianza dello spazio.

Questa volta l’annuncio degli aiuti è stato accolto positivamente dal governo di Copenaghen probabilmente stufo di assistere la Groenlandia, territorio autonomo ma estremamente dipendente (forse troppo….) dal sostegno economico danese.

È insorta invece l’opposizione danese di destra e di sinistra. «Hanno chiaramente superato la linea rossa. È completamente inaudito che uno stretto alleato crei tale divisione tra Groenlandia e Danimarca» ha denunciato Karsten Honge del Partito socialista del popolo. «Un pacchetto di aiuti: solitamente è qualcosa che dici ai paesi del terzo mondo. La Groenlandia non è una nazione in via di sviluppo ma una democrazia occidentale. Penso sia una cosa riprovevole» ha fatto notare Soeren Espersen, del partito nazionalista del Popolo danese.