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Aldous Huxley diceva: “I maggiori trionfi della propaganda sono stati compiuti non facendo qualcosa, ma astenendosi dal farlo. Importante è la verità, ma ancor più importante, da un punto di vista pratico, è il silenzio sulla verità.

Chi ha detto che la Germania è una potenza grande? Chi ha detto che la Germania è la locomotiva d’Europa? Secondo l’economista Marcel Fratzscher intervistato dal giornalista de L’ Espresso Stefano Vastano: “Il 10 per cento delle famiglie più ricche dispone oggi in Germania di oltre il 60 per cento della ricchezza netta. Il numero dei miliardari è aumentato negli ultimi anni, ma la metà circa dei tedeschi meno abbienti non possiede né una casa né alcun tipo di patrimonio netto. Ed oltre il 15 per cento della popolazione, più di 12 milioni di tedeschi, vive già a rischio povertà. Eppure, se consideriamo il parametro del Pil, le esportazioni e una disoccupazione al 6 per cento, l’impressione è che l’economia tedesca sia salda e forte. Il Pil poi quest’anno crescerà dell’1,6 per cento, i salari sono aumentati l’anno scorso del 2 per cento, insieme alla creazione di 400mila nuovi posti di lavoro e a un reddito pro capite che oggi in Germania si aggira sui 40mila dollari. Ma questo è solo un volto dell’economia tedesca”….

Secondo sempre Marcel Fratzcher: “Il fatto che in Germania la metà dei lavoratori ha subito negli ultimi 15 anni una perdita del potere d’acquisto dei salari. Mentre nello stesso periodo in nessun altro Stato europeo il 10 per cento della popolazione più abbiente ha accumulato patrimoni consistenti come qui in Germania. D’altro lato, e nonostante la crisi, negli ultimi 15 anni, l’economia francese è cresciuta del 3 per cento in più rispetto all’economia tedesca, e quella spagnola persino del 10 per cento. E ciò mentre dal 2000 ad oggi in Germania si allargava a dismisura la forbice tra ricchi e poveri, fra redditi alti e bassi e, tanto a sfavore del ceto medio che per le fasce più deboli, si cementavano opportunità di carriera e mobilità sociale. È questa sistematica distribuzione sempre più diseguale ed iniqua dei patrimoni, redditi ed opportunità sociali ‘l’altro volto “che di fatto caratterizza oggi l’economia tedesca”.

Per Fratzcher: “In nessun altro Paese europeo, le diseguaglianze nei patrimoni sono oggi più marcate che in Germania. Basti pensare che il 40 per cento delle famiglie tedesche non possiede quasi nessun patrimonio netto o, per esempio, che solo il 40 per cento dei tedeschi possiede un immobile…Uno dei fattori che ha più rallentato l’economia tedesca è per l’appunto la disparità sociale negli accessi alla cultura e la carenza di investimenti nel sistema scolastico. Nella Germania del 2016 si allarga la sacca dei precari e dei ‘dimenticati’, dipendenti dalle iniezioni di un welfare a sua volta sempre più burocratico ed inefficiente. Già per questo la nostra economia sociale di mercato è fallita da tempo, anche se noi tedeschi siamo troppo orgogliosi per ammetterlo”.

Per l’economista: “Una delle caratteristiche del sistema industriale tedesco sono le tante aziende, alcune all’avanguardia mondiale nel loro settore di nicchia, tradizionalmente a conduzione familiare. Basti pensare che delle 300 più grandi ditte tedesche, oltre 100 sono imprese familiari. Ma la crisi dell’economia tedesca non si risolve certo subissando di tasse le aziende o i più ricchi, ma sbloccando le diseguaglianze che congelano i redditi e le opportunità di carriera del 40 per cento dei tedeschi privi di risorse”. (Intervista di economista Marcel Fratzscher, rivista L’ Espresso giornalista Stefano Vastano.) La Germania è un tipo di stato come Gesellschaft mit beschränkter Haftung , in sigla GmbH , (traducibile come “società a garanzia limitata”).

Ma la germania cela anche un altro segreto. Inconfessabile, Lo rileva  Wolfgang Schauble (19.11.2011)  — vedi  https://youtu.be/C4JvfcFGcoQ e Angela Merkel https://youtu.be/NAEK2yEt-WQ —:  in seguito alla capitolazione del maggio del 1945, la Germania venne assoggettata al regime d’ occupazione stabilito dai quattro “alleati”. Durante il periodo che va dal ’46 al 49 che si verifica una progressiva fusione delle tre “zone” poste il controllo delle Potenze Occidentali. Prima sul piano economico (abbiamo cosi, un’economia del dovere, vedi: Apostolos Apostolou: Kant, Angela Merkel e la necessità di un cambio di paradigma politico www.istitutodipolitica.it) ma quasi contemporaneamente sul piano giuridico-politico. La forma di governo della c.d.Germania di Bonn è appunto frutto di tale processo. Alla fine del 1946 nel territorio della Germania occidentale si costituiscono i principali Lander. Nel 1948 la Conferenza di Londra decide che la Germania occidentale debba costituirsi in Stato, e perciò invia i Lander a darsi una “costituzione” federale; i Ministri – Presidenti dei singoli Lander rifiutano però il termine “Costituzione” e propongono una diversa modalità di formazione del nuovo Stato. Le potenze Occidentali accolgono tali proposte: successivamente viene predisposto un progetto di “Legge Fondamentale” per opera di un’apposita “Commissione della Costituzione”, non eletta, ma formata da soli 65 membri eletti dalle Assemblee rappresentative dei singoli Lander, che prende il nome di “Consiglio Parlamentare”.

Questa Germania firma il 23 maggio 1949 il “documento del cancelliere” – il Kanzlerakte. Che cosa era il Kanzlerakte? Come spiega David Brockschmi nel suo saggio “La repubblica vassalla di Germania” (www.adelaidenstitute.org): “Il governo della Germania Ovest, sotto il cancelliere Konrad Adenauer e sotto gli alti commissari delle tre forze di occupazione – Stati Uniti, Inghilterra e Francia – sottoscrisse un trattato segreto, datato 21 Maggio 1949, che venne firmato il 23 Maggio 1949 dal cancelliere Konrad Adenauer, dal presidente del parlamento tedesco Adolf Schönfelder, e dal vice-presidente del parlamento tedesco Hermann Schäfer. Il punto principale di questo accordo segreto è il cosiddetto veto degli Alleati, che deriva dalle clausole ostili contro la Germania e il Giappone inserite nella carta delle Nazioni Unite. Esso afferma che i media tedeschi saranno controllati dalle potenze occupanti fino al 2099; le riserve auree della Germania verranno confiscate senza indennizzi; il veto degli Alleati prevede quindi che ogni decisione di politica interna e di politica estera del governo tedesco verrà presa solo con il consenso degli alti commissari delle tre potenze militari.”.

Il generale Gerd-Helmut Komossa, capo del servizio segreto militare tedesco (il Militarischer Abschirm Dienst: MAD) dal 1977 al 1980, ha confermato l’esistenza di quest’accordo super-segreto Il Kanzlerakte nel suo libro: Die Deutsche Karte (La Carta tedesca), Graz, 2007. Secondo il generale Komossa, ogni nuovo cancelliere tedesco deve firmare questo accordo segreto, il cosiddetto Kanzlerakte, prima di giurare come cancelliere di fronte al parlamento tedesco…”.

Anche l’ex-ambasciatore degli Stati Uniti in Germania, Kornblum, disse energicamente alle autorità tedesche: “Voi non siete uno stato sovrano!”. Ed Egon Bahr, pioniere tedesco con Willy Brand della ostpolitik, nelle sue memorie, “ Das musst du erzahlen”,  ha parlato di “documento del cancelliere” – Kanzlerakte. Insomma,  in Germania abbiamo uno stato, senza “Costituzione”, uno stato con una “legge fondamentale” (Grundgesetz), e come dicono i  politici tedeschi si tratta di una Costituzione o quasi Costituzione, non del tutto spontanea e non frutto di una piena sovranità. Paradossalmente oggi la Germania è il modello dell’UE perché è un paese senza Costituzione, e insieme è un paese che funziona come società a garanzia limitata. Un esempio (cattivo) per tutti i paesi dell’Europa (vedi: Apostolos Apostolou: Totalitarismi “morbidi” e la clonazione della democrazia www.destra.it).

Il risultato è quello descritto da Marco Della Luna suo saggio “Cittadini contro istituzioni”: “Gli Stati sono divenuti aziende private perché non dipendono più dalla volontà dei cittadini, bensì dipendono da finanzieri privati internazionali per la sopravvivenza finanziaria. Questi finanzieri, disponendo di diversi strumenti di ricatto irresistibili, dettano regole a cui “non c’è alternativa”, cioè regole contro cui la volontà dei cittadini non ha forza…. Sul piano teorico-razionale, essendo venuto meno lo Stato come res-publica, ossia cosa pubblica, si è aperto uno spazio politico e costituzionale in cui i cittadini possono mettersi insieme e fondare, dichiarandolo, una repubblica degli uomini e delle comunità in sostituzione degli ex-Stati ormai privatizzati, e indipendente da questi. Perché avere una res publica, costituirsi in un vero Stato, in cui essere partecipe e attivo, è un diritto fondamentale dell’Uomo, che oggi è negato, e che l’Uomo può riprendersi, disconoscendo gli ex-Stati e rifiutando loro ogni obbedienza e collaborazione, trattandoli come aziende private del capitalismo finanziario privato, quali essi sono.”