Fratelli d’Italia ha avviato le procedure per tenere il congresso nazionale, potenziale vetrina per illustrare le linee di una nuova destra di governo, con le elezioni politiche alle porte, e prova di maturità della generazione Atreju, protagonista della fondazione del partito nel 2013. E’ stata Giorgia Meloni a convocare l’assemblea e la direzione nazionale congiunte per il 28 aprile prossimo. L’ordine del giorno ha come primo punto “la convocazione del congresso” e “la costituzione della segreteria organizzativa”, nonché l’approvazione del regolamento. I tempi? “Con tutta probabilità sarà in autunno”, fanno sapere dall’entourage della Meloni. Intanto oggi si riunirà nella Capitale l’ufficio di presidenza al fine di limare ulteriori passaggi procedurali.

Se in Fratelli d’Italia non è in discussione la leadership di Giorgia Meloni, nel partito una assemblea congressuale è considerata l’occasione migliore per perimetrare il campo d’azione, arricchire la proposta programmatica, indicare le condizioni per una alleanza tra populisti e moderati, nonché per rimodulare i rapporti con la Fondazione An, da cui ha “ereditato” il simbolo della Fiamma.

Il partito della Meloni, negli ultimi mesi, ha consolidato l’asse con la Lega di Matteo Salvini, che a maggio celebrerà il congresso federale. L’esito della conta interna al Carroccio avrà ripercussioni anche nelle dinamiche con Fdi, dal momento che l’attuale minoranza padana osteggia l’evoluzione verso un soggetto politico nazionale. Nei fatti, Noi con Salvini, a Sud ha aggregato finora tanti esponenti provenienti dalle file degli ex Alleanza Nazionale, configurandosi come un competitor territoriale della destra meloniana. Distinguere le due opzioni diventa sempre più difficile dal momento che presentano tesi sovrapponibili come la lotta all’immigrazione senza regole, il diritto alla legittima difesa e il no alle sanzioni contro la Russia che penalizzano gli agricoltori meridionali. Non a caso, nelle elezioni amministrative di primavera, in molte realtà territoriali si registra una istanza dal basso per la presentazione di liste comuni Lega-Fdi. E una strategia di attenzione verso la Lega è stata rappresentata anche da Pasquale Viespoli, dirigente nazionale di Fdi, che ha promosso a Benevento un convegno “per un nuovo patto Nord-Sud” con il governatore lombardo Roberto Maroni.

Giorgia Meloni, inoltre, coltiva una forte sintonia con il forzista Giovanni Toti: c’è, infatti, grande attesa per la riproposizione per le comunali di Genova dello schema che ha portato alla conquista della Regione Liguria, con un centrodestra unito e a forte trazione identitaria. Al momento resta da parte di Fdi grande freddezza verso il neonato partito sovranista di Gianni Alemanno e Francesco Storace (autore di una nuova apertura dalle colonne del Giornale d’Italia). Dopo la positiva celebrazione dei 70 anni del Msi con il programma curato da Marcello Veneziani – infine da più parti si chiede alla Meloni di guidare la trasformazione della Fondazione An, da ingessato custode della memoria (e degli immobili missini) a moderno think tank del patriottismo sovranista.

 

Michele De Feudis, Il Tempo, 20 aprile 2017