Preoccupata da voci sempre più insistenti  che prevedono la chiusura del “Secolo d’Italia”, la presidente dei deputati di FdI, Giorgia Meloni, ha lanciato ieri un appello per la difesa dello storico quotidiano della destra politica italiana. Una minaccia grave, pesante che va sventata.

“La Fondazione Alleanza nazionale – ha detto Giorgia nel corso della conferenza stampa – eviti la messa in liquidazione del ‘Secolo d’Italia’ e rilanci la testata-laboratorio di molte firme autorevoli del giornalismo italiano”. Il capogruppo di FdI alla Camera ha chiesto alla Fondazione An di “dissipare ogni ombra in merito all’ipotesi di una chiusura del giornale, ma soprattutto di fare tutto quanto è nella disponibilità economica e nel suo potere per rilanciarlo anche in edicola rendendo più efficace la presenza in rete”.

Ecco il testo integrale dell’appello a cui la redazione di destra.it aderisce.

IDEE CHE HANNO ATTRAVERSATO UN “SECOLO”
APPELLO PER IL RILANCIO DI UNA VOCE LIBERA

Si fa sempre più insistente l’ipotesi di una messa in liquidazione del quotidiano “Secolo d’Italia”, di cui la Fondazione Alleanza Nazionale è editore. Sarebbe questa, ove confermata, una decisione particolarmente dolorosa sotto il profilo politico – da 60 anni la storia della testata coincide con quella della destra italiana – e numerosi sono stati, anche da sinistra, gli attestati di stima per il lavoro culturale svolto nei decenni. Una chiusura o un forte ridimensionamento sarebbero assolutamente censurabili, anche alla luce degli obiettivi della Fondazione. Il Secolo è una testata storica che racconta da decenni le vicende nazionali da un punto di vista originale e irripetibile, uno strumento di confronto con culture politiche diverse e tra diverse visioni del mondo; è sopravvissuto, insieme a testate tradizionalmente vicine ad altri partiti e altrettanto emblematiche, agli anni del terrorismo, alle sconvolgenti trasformazioni sociali che hanno caratterizzato il XXI secolo, alla globalizzazione; ha conosciuto grandi firme del giornalismo e della cultura e formato personalità delle istituzioni della Repubblica. In quanto strumento di divulgazione di notizie e di idee rappresenta una ricchezza a prescindere dal suo orientamento, un valore da preservare. Per questo chiediamo alla Fondazione di dissipare ogni ombra in merito all’ipotesi di una chiusura, ma soprattutto di fare tutto quanto è nella disponibilità economica e nel suo potere per rilanciarlo, rendere più efficace la presenza in rete riconquistando l’autorevolezza che deriva dalla distribuzione in edicola, con un adeguato sforzo per la sua diffusione. Questa la ragione di tale appello atto a garantire la salvaguardia di una voce libera che ha scandito i momenti più rappresentativi della nostra nazione.