«Il villaggio Himera è stato confiscato alla mafia dodici anni fa e qui lo Stato non è riuscito a fare nulla. Alle mie spalle c’è solo degrado e devastazione. E’ una vergogna che i beni confiscati alla mafia non vengano riutilizzati per segnare la vittoria dello Stato sulla criminalità organizzata”, ha detto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni a Termini Imerese per la manifestazione “La quarta rivoluzione industriale. Turismo, lavoro, infrastrutture, innovazione”, a sostegno della candidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione siciliana.

Meloni, prima della kermesse a fianco di Musumeci, ha fatto tappa nel villaggio Himera, un bene confiscato alla mafia più di 10 anni fa. “E’ una vergogna che si arrivi a parlare di utilizzo dei beni confiscati alla mafia – ha aggiunto Meloni – solo quando si sgomberano gli occupanti illegali e si vogliono dare questi stabili, una volta tolti alla mafia, alla mafia degli occupazioni abusive. Noi crediamo che in Sicilia come nelle altre regioni – ha proseguito Giorgia Meloni – questi beni devono essere messi a bando per gli operatori del campo del turismo, questa e’ la proposta di Fratelli di Italia”. “Questo era un villaggio turistico – ha sottolineato Meloni – questa struttura potrebbe tornare a produrre ricchezza per gli imprenditori onesti e non per la criminalità organizzata. Basta con questo schifo”.

“Questa è una terra che nel combinato disposto tra Renzi e Crocetta rischia di non riprendersi più”, ha detto la leader di Fratelli D’Italia, Giorgia Meloni. “Il lavoro di Crocetta in Sicilia è stato tombale, lo sanno pure quelli del Pd che si vergognano di ricandidarlo ma non a dargli un posto sicuro al Senato. Abbiamo scelto Termini per parlare di lavoro, per parlare di utilizzo sano dei beni confiscati alla mafia, per parlare di speranza per una zona di ex industrializzazione e della nostra proposta di portare l’Iva al 10% per chi investe e di superdeduzioni per chi assume”.

“L’avete visto Renzi? Va in giro dicendo che nell’economia siamo passati dal segno meno al segno più. Nemmeno Vanna Marchi…”, ha ironizzato Giorgia Meloni, dal palco di Villa Palmeri a Termini Imerese. “E’ come se un ciclista che è ultimo in corsa dice che in discesa va più veloce – ha aggiunto – e l’Italia e’ ultima in Europa e la Sicilia grazie al lavoro di Crocetta è in Italia l’ultima degli ultimi”. “E quando sento Renzi che dice che Marchionne è l’unico a produrre lavoro, vorrei portarlo qui a Termini Imerese. Dire che Marchionne dà lavoro è uno schiaffo a quegli imprenditori che restano qui e pagano le tasse qui”, ha affermato Giorgia Meloni riferendosi all’addio di Fca che nel 2012 ha chiuso la sua fabbrica nel palermitano.

Il voto siciliano “è sicuramente un bel test. E’ un laboratorio interessante, c’è una coalizione coesa che mette insieme tutte le anime diciamo credibili, ovvero tutte le anime che la possono comporre su una proposta però chiara, non di melassa, e coraggiosa sulle idee che non bisogna avere paura di esprimere”, ha detto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, conversando con i cronisti a margine della manifestazione di Termini Imerese. Secondo Meloni, la “vittoria di Nello Musumeci sarà anche un ottimo indicatore per quella che io chiamo una alleanza di patrioti per il governo della nazione. Una coalizione che dica che vogliamo difendere il nostro lavoro, le nostre imprese, i nostri confini, le nostre famiglie, i nostri prodotti, il nostro made in Italy. L’esatto contrario di quello che hanno fatto in questi anni Renzi e Crocetta”, ha detto Meloni.

Poi una frecciata agli alfaniani. “Non mi occupo delle vicende degli altri partiti, faccio gli auguri a tutti. Mi limito a constatare che, per come vedo io la politica, non è normale trattare con il tuo avversario. La politica non è aritmetica ma visione e storia. L’aritmetica è fatta da numeri, la storia da persone. Noi abbiamo una proposta credibile”, ha detto Giorgia Meloni a commento sulla decisione di Ap di sostenere Fabrizio Micari, candidato del centrosinistra, e sulle divisioni interne agli alfaniani in Sicilia.

Poi un cenno alle liste in fase di composizione. “Se fare un’ unica lista o due liste rispetto a quella di Diventerà Bellissima lo stiamo valutando per il bene della coalizione. Faremo la cosa più utile per la vittoria di Nello Musumeci”, ha detto Giorgia Meloni. “E’ possibile che noi presenteremo – ha continuato la presidente di Fratelli d’Italia – una seconda lista rispetto a quella di Diventerà Bellissima”. A chi ha chiesto se Fratelli di Italia farà una lista congiunta con la Lega-Noi con Salvini, Meloni ha detto: “Valuteremo, camminiamo insieme a Noi con Salvini. Le scelte che faremo noi sono le stesse di Matteo”.

“La sinistra in questi anni ha pensato di risolvere con i migranti tutti i problemi per nascondere tutte le sue incapacità sotto la sabbia”, ha detto Giorgia Meloni, a Termini Imerese parlando del fenomeno dell’immigrazione. “In Italia non si fanno più figli? Qual è il problema li fanno gli immigrati; in Italia non sappiamo cosa fare con i beni confiscati? Ci mettiamo gli immigrati – ha aggiunto -. Non riescono a fare politiche per il turismo? Negli alberghi ci mettiamo gli immigrati. Noi pensiamo – ha aggiunto – che se in Italia non si fanno figli bisogna immaginare un reddito per l’infanzia per le mamme e le famiglie per mettere al mondo figli; noi pensiamo che in Italia se non c’è lavoro bisogna aiutare le imprese ad assumere e che se in Italia non si riesce a riconvertire i beni confiscati alla mafia bisogna fare un bando per gli operatori turistici. Sono due visioni diverse – ha sottolineato – gli italiani scelgano da che parte stare”.

La questione legge elettorale viene liquidata da Giorgia Meloni così: “E’ un dibattito che non mi interessa, e che mi sembra abbastanza una pagliacciata. Ho previsto e continuo a prevedere che non si farà una modifica alla legge elettorale e che quindi non serviva un governo solo per fare la legge elettorale; un governo che in realtà continua a fare solo i suoi affari sulla pelle degli italiani. Semmai arrivasse una proposta in aula noi chiederemo due cose che gli italiani scelgano il governo e che gli italiani scelgano i parlamentari”. Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, a margine di un’iniziativa a Termini Imerese (Pa), parlando della legge elettorale.

Sul palco, prima dell’intervento finale di Giorgia Meloni, si sono avvicendati a parlare Giampiero Cannella, coordinatore regionale della Sicilia occidentale del partito, Adolfo Urso, già ministero per il Commercio estero e oggi responsabile del dipartimento economico di Fratelli d’Italia, il segretario generale dell’Ugl Francesco Paolo Capone, Patrizia Di Dio, presidente nazionale di Federmoda e presidente di Confcommercio Palermo – assieme al vice presidente vicario Nicola Farruggio, presidente di Federalberghi Palermo, e al presidente del gruppo Giovani Confcommercio Palermo Giovanni Imburgia – invitata a portare un contributo tecnico e istituzionale.