Dunque al Conte Tacchia della Capitanata è riuscito ciò che l’Uomo di Predappio aveva solo minacciato, peraltro dopo una prova di forza mai registrata nella storia d’Italia. Come dovrebbe essere noto a tutti nel discorso alla Camera, all’atto dell’insediamento del suo primo Governo, Benito Mussolini aveva infatti pronunciato la famosa frase “avrei potuto sprangare il Parlamento, fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli, ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto”. Neppure lui, dopo aver radunato nella capitale migliaia di persone per la più imponente prova di forza che si ricordi: la ‘Marcia su Roma’, aveva osato arrivare a tanto.


Dopo il Decreto con cui ha sospeso, di fatto, le principali garanzie costituzionali, Conte non ha neppure sentito il dovere di portare ad una alcuna verifica parlamentare le decisioni del suo Governo, naturalmente nel complice silenzio-assenso di Mattarella. Con la sua eleganza da gagà a caccia di tardone in qualche balera di periferia, munito di pochette e capello impomatato, procede quindi imperterrito nella sua opera di distruzione senza che nessuno osi contrastarlo. Senza neppure che i numeri del contagio giustifichino il blocco di gran parte delle attività economiche o la messa in quarantena di milioni di persone.


Lo testimoniano proprio i dati forniti dal Ministero della Salute, sicuramente impressionanti, che però dicono anche come: solo il 20% di chi ha fatto il tampone (circa 125 mila persone che, si presume, presentassero sintomi) ha contratto il virus, di questi meno della metà il 40% (8% di chi ha fatto il tampone) necessitano di cure ospedaliere, tra i positivi risulta a oggi deceduto circa il 7% ma rapportando questo dato al totale di chi ha fatto il tampone la sua incidenza percentuale è pari all’1,5%…


Sicuramente sono numeri preoccupanti, che parlano di un’emergenza, però aggravati soprattutto dalla dismissione delle strutture sanitarie attuate a causa dei vincoli di bilancio voluti dalla UE. Che il virus abbia offerto facili pretesti lo testimonia anche il fatto che il Parlamento è costretto, per decisione del Governo, a lavorare a ranghi ridotti e praticamente, quindi, a non potersi opporre in alcun modo. 
Violando ancora la legge i parlamentari devono infatti, di fatto, venire meno al proprio dovere di rappresentanza del corpo elettorale e i loro Gruppi delegare solo a pochi elementi (come se il progetto piduista di riduzione dei parlamentari fosse già operativo), addirittura nei primi momenti e con la ‘zona rossa’ a Codogno era stato direttamente impedito ai parlamentari lombardi di partecipare.


Come se non fosse possibile, in un momento di emergenza, disporre per poche decine di persone di analisi che ne attestassero lo stato di salute. Del resto, come è noto, da sempre i momenti di emergenza sono ottimi occasioni per realizzare buoni affari per chi sa cogliere l’attimo. Ottimi per creare tutte le condizioni favorevoli a beneficiare il proprio bacino di consenso, come sottolineata da Claudio Borghi Aquilini (Lega) costretto a lanciare in diretta social, anziché dai banchi parlamentari, le sue forti critiche al Governo che starebbe approfittando dell’emergenza per elargire favori agli «amici».


Questa capacità di Carpe Diem da sciacalli sembra infatti particolarmente sviluppata dalle parti del capitalismo finanziario tanto caro anche ai sodali del liberalismo economico secondo convenienza.  A puro titolo d’esempio citiamo le intercettazioni telefoniche del 2009, all’indomani del devastante terremoto de L’Aquila, con le risate di gioia tra due imprenditori, Francesco Piscicelli e Pierfrancesco Gagliardi che si sentivano già in tasca i soldi per le ricostruzioni. Ma anche la successiva intercettazione dell’ex assessore comunale Ermanno Lisi: è il 30 novembre 2010 quando Lisi definisce il “terremoto” un “colpo di culo”. Immaginate, quindi, quale opportunità significhi per gli speculatori la distruzione dell’economia di un Paese intero.

Giuseppi, quindi, con il pretesto della salute pubblica, facendo leva sul terrore ha di fatto bloccato l’intera Nazione, sospendendo la Costituzione, ma, secondo alcuni, starebbe persino aumentando la sua popolarità.
Purtroppo il cane impara spesso ad amare la catena che lo tiene legato, ma lo fa soprattutto perché non ricorda più cosa sia la libertà.