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Ancora una dimostrazione che la ricorrenza del 25 aprile e’ divisiva, strumentale e funzionale a una parte, potremmo dire ad una fazione minoritaria degli italiani. Ovunque le celebrazioni hanno registrato agitazioni e contestazioni, vuoi nei confronti di esponenti di partiti politici, vuoi verso rappresentanze di associazioni, in specie quelle ebraiche.
Se si può capire, pertanto, che i partiti derivati dal CLN, Comitato nazionale di liberazione, e gli epigoni dei partigiani si ostinino a festeggiare il 25 aprile, nel vano tentativo di farlo accettare e sentire al popolo come la fonte legittima del loro potere, e’ incomprensibile, invece, l’adesione di quanti non hanno ascendenze nel CLN, coloro che in passato hanno rivendicato la propria estraneità e/o contrarietà alle finalità e all’operato di tutte le sue componenti, e ne vengono rumorosamente rigettati le volte che mostrano d’essere convertiti e di volersi associare.
I tentativi indecorosi di Gianfranco Fini e dei suoi sedicenti colonelli, spintisi a definire Mussolini il “male assoluto” e ” l’antifascismo un valore “, hanno procurato loro un precario e provvisorio “posto a tavola”, precipitandoli però nel nulla politico in cui grottescamente si agitano, ” credendo d’esser vivi e sono morti”.
Le contorsioni etiche e dialettiche degli alfieri elettorali del sedicente centrodestra, da Berlusconi ad Alfano, da Bertolaso a Parisi, che vogliono i voti di destra per portarli a sinistra, coloro che si intrufolano nei cortei antifascisti, pur essendo sgraditi al punto di dovere vergognosamente accettare la scorta e la protezione degli attivisti del PD, non nascondono, nemmeno schermano, la loro pochezza, doppiezza e subalternità.
Certo, anche a destra i beccaloni sono tanti: per esempio, quanti hanno scomunicato Democrazia Nazionale, che aveva razionalmente, quasi banalmente, distinto tra passato e presente, tra storia e politica, senza avere mai denigrato, ne’ tantomeno rinnegato il giudizio complessivamente positivo sul Fascismo; ed hanno approvato, condiviso ed esaltato la liquidazione del MSI-DN, lo scioglimento di AN, la confluenza nel PDL, promiscuo ostello, a tratti vero e proprio bordello, di antifascismo, affarismo e trasformismo. E tuttora officiano alla Gelmini e a Lupi.
Molti popoli europei stanno riscoprendo la Nazione e lo Stato, stanno rivendicando la sovranità e i confini, strumenti essenziali di difesa contro l’invadenza, l’interferenza, la sopraffazione del capitalismo anonimo, apolide e amorale, che determina ed utilizza il caos, le guerre e le grandi migrazioni per appropriarsi delle risorse del pianeta, asservire i popoli, schiacciare il costo del lavoro, massimizzare i profitti.
Gli italiani, quando?