Un’esplosione alle 8.50 locali (le 6.20 in Italia) in un campo di addestramento della polizia afghana, ad Adraskan, a ovest di Kabul ha spezzato la vita di Manuele Braj.
L’esplosione ha coinvolto 4 militari dell’Arma appartenenti al PSTT (Police Speciality Training Team), uno speciale nucleo addestrativo della polizia afghana. È morto sul colpo Manuele Braj, 30 anni di Collepasso (provincia di Lecce), effettivo al 13° Reggimento «Friuli-Venezia Giulia». Feriti alle gambe invece il maresciallo capo Dario Cristinelli, 37 anni, di Lovere (Bergamo) e il carabiniere scelto Emilano Asta, 29, di Alcamo (Trapani). Illeso un quarto militare. Braj era alla sua quinta missione di pace all’estero. Era in Afghanistan dal 7 maggio scorso ma in passato era stato anche in Albania, per due volte in Bosnia-Erzegovina e una volta in Iraq.
Manuele risiedeva a Gorizia, perche’ a Gorizia ha sede il 13esimo reggimento “Friuli Venezia Giulia” , dov’era di stanza. E a Gorizia, l’11 ottobre scorso, e’ nato il figlio al quale ha dato il suo nome, ma senza la “e” finale: Manuel. Con lui viveva la giovane moglie Federica Giaccari di 28 anni, da pochi giorni rientrata nell’abitazione dei genitori a Collepasso col figlioletto per le vacanze estive. Quando ha appreso la ferale notizia, la donna e’ stata colta da malore ed e’ rimasta chiusa in casa. La coppia – ricordano gli amici – era molto legata.
Non ancora chiare le modalità e le cause dell’esplosione. Probabile un attentato, anche se il Ministro Terzi per il momento mantiene molta cautela, anche a causa di alcune fonti afgane che riporterebbero la notizia come un incidente causato da una bomba a mano scoppiata involontariamente.
“Le verifiche condotte sul sito dal Wit (Weapons Intelligence Team) hanno consentito di individuare resti di un razzo da 107 millimetri sparato da una distanza di circa 3-4 km” fanno però sapere dalla Difesa. Una settimana fa, il 19 giugno scorso, un razzo dello stesso tipo era stato sparato contro la stessa base, sorvolandola.
Mentre l’Italia tutta e il Salento si stringono nel lutto, a sinistra non hanno perso tempo per sollevare le solite polemiche sul ritiro. Polemiche che indeboliscono i nostri soldati e rendono ancora più complicato il duro e difficle lavoro dei nostri eroi.
“Quanti altri lutti dobbiamo subire prima che tutti sentano l’esigenza di farla finita con un conflitto ormai diventato un ‘Vietnam italiano’? Il governo venga immediatamente a riferire in Senato”. Ha chiesto Felice Belisario, capogruppo dell’Italia dei Valori a Palazzo Madama. “Basta con le missioni militari!” ha gridato facendo eco Grassi del PD. Ovviamente non è rimasto in silenzio Diliberto, segretario nazionale del Pdci, “La missione in Afghanistan e’ costata 51 morti dal 2004, 6 solo nel 2012. E’ ormai chiaro a tutti che questa missione serve solo a mettere in pericolo le vite dei militari italiani. Ora non e’ davvero piu’ rinviabile il ritiro”.
Inutile quindi il tentativo di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa che in mattinata avevano chiesto alle forze politihce di non fare polemica almeno nel giorno del lutto. Giorgia Meloni sperava che fossero evitate “Spioacevoli polemiche e strumentalizzazioni, nel rispetto di Manuele e di chi, come lui, ha sacrificato se stesso per portare una speranza di pace fuori dai nostri confini nazionali”. “Spero che tutte le forze politiche -l’aveva preceduta l’ex Ministro della Difesa- stringendosi affettuosamente al dolore dei familiari e dei vertici militari ai quali rivolgo le mie sincere condoglianze, lascino fuori dal dibattito odierno le polemiche sulla nostra partecipazione alla missione in Afghanistan”. Oltre a La Russa e Meloni moltissimi esponenti del PDL avevano fatto pervenire la loro vicinanza alla famiglia e a tutti i nostri ragazzi in divisa che operano all’estero a partire dal Segretario Angelino Alfano, Maurizio Lupi, Raffaele Fitto e Maurizio Gasparri che ha ricordato l’importanza della nostra presenza in quei territori “L’Italia piange questa ennesima perdita nella convinzione, pero’, che le ragioni della sicurezza internazionale, della democrazia e della liberta’ ci impongono di sostenere ancora il nostro impegno in Afghanistan. A tutti i nostri militari ed alle Forze Armate, che con grande sacrificio compiono il loro dovere, va la riconoscenza dell’Italia intera”