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Dal 1970 tra Grecia e Germania vi è un duplice fortissimo legame: quello commerciale e quello delle mazzette. Con le Olimpiadi elleniche del 2004 i fenomeni della corruzione passiva e di riciclaggio di denaro toccarono l’apogeo: un danno da 80 milioni di euro. Fu il “caso Siemens” , più grande scandalo europeo degli ultimi anni in Europa (a cui va sommato il parallelo caso delle forniture militari tedesche ad Atene con il coinvolgimento diretto di uno dei leader del Pasok allora ministro della Difesa, accusato di aver preso tangenti milionarie dalla Germania per sottomarini, aerei e cannoni). Gli stereotipi della corruzione sono fuori controllo, clientelismo, arretratezza, ma corruzione in Grecia in greco moderno è per tutti  “Siemens”.

Dopo dieci anni d’indagini e controlli incrociati su centinaia di conti correnti “sospetti” con nomi politici e partiti politici, che partecipano nel party del riciclaggio di denaro, i pm ellenici hanno consegnato un memoriale di 3.000 pagine per ricostruire il labirinto alla base del quale sarebbero stati commessi gli illeciti. Un risultato amaro poichè , per quanto riguarda la corruzione passiva dei politici, vi è da tempo la prescrizione del reato della pena. Così il destino della Grecia: economia malata e scandali.

Gli scandali si snodano dalle notte dei tempi. Era l’11 gennaio 1989 quando Konstantinos Karamanlis in attesa di ricevere – l’anno successivo- il suo secondo mandato come Presidente della Repubblica, durante un discorso, pronunciò una frase rimasta storica: Il paese si è trasformato in un grande manicomio.

Erano gli anni dello scandalo legato a Giorgos Koskotas che mise in ginocchio il Pasok di Andreas Papandreou il quale, di lì a breve, creando un’altro scandalo che avrebbe fatto epoca, avrebbe divorziato dalla moglie per sposare un’ex hostess dell’Olympic Airlines, Dimitra Liani. Ma accanto agli scandali (la ripetizione della storia) vi era un paese in crescita che si stava affermando sulla scena internazionale grazie anche al recente ingresso nella Comunità Europea (1981) e che aveva addirittura riaperto i rapporti con la Turchia del Presidente Turgut Özal, sanciti dai trattati di Davos (1988). Le ripetizioni finiscono per rendere sorprendenti nella loro ripetizione anche le sorprese uniche. E come diciamo in filosofia ogni struttura è una ripetizione. Sono passati 28 anni da quel periodo, e decisiva è la differenziazione fra i livelli temporali, certo non esente da grandi pecche ma senza dubbio in crescita, con riforme che erano in fase di attuazione ed una economia tutta al positivo.

Insomma, la vita politica in Grecia (di ieri e oggi) ricorda l’avvertimento di Sallustio (Bellum lugurtinum): “Urbem venalem et mature perituram, si emptorem invenerit.”Città venale, perirà ben presto, se troverà un compratore!