Il Copasir è intervenuto in merito alle misure adottate dal Governo Conte tese a fronteggiare l’emergenza coronavirus. Il vicepresidente, Adolfo Urso, ha allertato la sicurezza nazionale non solo per quanto riguarda l’intelligence generale, ma soprattutto in ambito economico. Preoccupano i settori bancari e assicurativi, in sofferenza a causa degli ingenti aiuti economici che saranno presto stanziati. “Deutsche Bank è un malato con in pancia un’enorme quantità di derivati e ha una forte presenza in Italia. Ricordo che già il Salvastati greco fu fatto per salvare il sistema bancario franco-tedesco più che mai esposto in Grecia. Dobbiamo essere certi” che i maggiori istituti di credito italiani, “in questo momento finanzino il nostro sistema imprenditoriale e non quello di altri Paesi”.

Urso vorrebbe ricalcare i modelli statunitense, francese e giapponese tesi a proteggere e tutelare gli asset strategici. Istituti probabilmente ritenuti più efficaci del golden power, come il CFIUS (Committee on Foreign Investments of the United States), apparato statunitense di controllo degli investimenti esteri. E’ quanto emerso lo scorso giovedì 23 aprile, nel corso di una videoconferenza organizzata dal think thank “Vento & Associati”, che da circa due mesi sta affrontando la pandemia schierando professionisti dell’economia, della finanza e del settore della sicurezza elaborando piattaforme operative di settore contro il Covid-19, come Stefano Mele (esperto di cybersecurity), il Prof. Paolo Quercia, Umberto Saccone (già security Eni), l’ambasciatore Sergio Vento e Roberto Luongo (direttore generale dell’Ice).

“L’Italia è già sotto minaccia dal 2008, una crisi economica che ha indebolito il nostro paese”, ha sottolineato Urso, “abbiamo avuto più difficoltà di altri. Oggi un’aggressione esterna ci rende ancora più vulnerabili. Ricordo che la relazione dei servizi del febbraio 2018 ci informava di una colonizzazione predatoria già in atto da parte di soggetti stranieri che agivano nel nostro Paese a fini di dominio e di esproprio del nostro patrimonio scientifico, tecnologico e industriale”.

Urso ha proposto una riforma dell’intelligence economica, con l’estensione della golden power anche ai settori assicurativi e bancari. “Abbiamo avviato anche un’indagine conoscitiva sulle nostre telecomunicazioni e la tecnologia 5G terminata nel dicembre dello scorso anno. E’ un documento che intima al Parlamento e al Governo di non affidarci alla tecnologia cinese”.  Ha inoltre ricordato che “in Europa gli investimenti esteri nel settore finanziario e creditizio sono in media del 22%, mentre in Italia sono del 42%. Perché sono il doppio? Perché l’Italia è un mercato del risparmio, ma anche perché tramite il sistema bancario si può venire facilmente a conoscenza della situazione finanziaria delle nostre imprese e aggredirle in ogni momento”.

Il parlamentare di Fratelli d’Italia ha convocato il Ministro della Salute Speranza e il Ministro per l’Innovazione, Paola Pisano, a Palazzo San Macuto, dopo aver scoperto un piano segreto  del Governo su come affrontare la pandemia. “Gli Stati Uniti sono un nostro alleato”, ha aggiunto Urso, “la Cina può essere un partner. Bisogna dividere, come nella vita, gli amici dai conoscenti”. L’art. 75 del decreto “Cura Italia”, dove sono previste deroghe sugli appalti in materia informatica, preoccupava il senatore: “Una norma assurda, poteva essere un cavallo di Troia capace di mettere a rischio i nostri dati personali e la sicurezza nazionale. Abbiamo subito proposto una modifica che, per fortuna, il Governo ha recepito in fase emendativa”. Anche il vicedirettore del Dis, Roberto Baldoni è stato convocato dal Copasir, infatti la “app Immuni”, ha concluso Urso: “Presenta numerose vulnerabilità”.