I “sacerdoti dell’antifascismo” con voti perpetui, a corto di argomenti nuovi, sono ricorsi alla ristampa, con una postfazione del 2018, di un volume, risalente a 34 anni or sono (1984), di Fiamma Nicolodi, intitolato Musica e musicisti nel ventennio fascista. Si guarda immancabilmente , denunziandoli, ai “drammatici anni Trenta”, segnati dal monito demagogico “andare verso il popolo”, dalla svolta autarchica del “Patto d’acciaio” con la Germania e infine dalla Seconda guerra mondiale.

Gli asserviti hanno incassato da studiosi stranieri due severe lezioni di misura e di obiettività storiche, doti per loro sconosciute. Nel primo numero de “Il Mulino”, diretto da Mario Ricciardi, Michael Walzer, docente emerito a Princeton, parla dell’avanguardia rivoluzionaria, forgiata da Lenin e costituita da elementi, autolegittimati a reclamare “un diritto assoluto” e mostrarsi “radicalmente intolleranti” verso chi non riconosca la “verità” di cui non sono in possesso. In Italia quando mai sono state espresse analisi del genere? Chi del “gotha” culturale” di scuola gramsciana ha tenuto una analoga linea critica ?

Lo storico francese Olivier Wieviorka, nel poderoso volume Storia della Resistenza nell’Europa occidentale 1940 – 1945, svela l’apatia, o meglio forse il disinteresse, degli italiani verso il movimento antinazista e antifascista e il giudizio degli inglei passati “di delusione in delusione”. Un terzo elemento è recato dalla totale apatia dei prigionieri internati in India e in Africa.

E’ ora di confrontarci, sul versante opposto, almeno culturalmente, con un lavoro eccellente, accurato, informato, fondato su una bibliografia assai di frequente sconosciuta o sepolta e dimenticata nelle biblioteche, quello di Rodolfo Sideri, docente di storia e filosofia in un liceo classico della capitale, dedicato alla ricerca, all’individuazione e al vaglio dei precursori del fascismo, che non fu affatto, come scrisse con un’acrimonia irraggiungibile Benedetto Croce, “una parentesi della storia”.

La lista è lunga (quanti “Hyksos” !), e gli autori, gli studiosi coinvolti molti, tra cui numerosi tra i contemporanei quelli celebri al di là della loro adesione e del loro coinvolgimento nel regime.

Il volume è articolato in 17 capitoli, con il primo riservato opportunamente all’individuazione del tema ispiratore, quello del precursorismo, considerato perentoriamente inesistente appunto da Croce e respinto anche dai “radicali” del fascismo stesso , “che rifiutavano le letture di tipo precursionistico e insistevano sulla necessità che il fascismo prendesse piena coscienza della sua diversità e conformasse conseguentemente, oltre allo stile, anche le istituzioni e soprattutto la cultura”.

Sideri mostra e dimostra la continuità del dibattito tra le correnti interpretative e l’impossibilità di una conclusione e di una definizione. In maniera del tutto originale utilizza come chiave di lettura i dibattiti parlamentari, una fonte da non perdere e da sottovalutare nei suoi aspetti istituzionali.

L’autore propende per la linea della continuità sulla scia, lucidamente dettagliata della lezione di Giovanni Gentile sull’individuo e dello Stato.

 

RODOLFO SIDERI, Fascisti prima di Mussolini. Il fascismo fra storia e rivoluzione, Roma, Edizioni Settimo Sigillo, pp. 272, 2018. €22,00