Dunque, tra mille scetticismi, è stata varata la manovra finanziaria (DEF) per il 2019 del Governo Conte. Nonostante le resistenze di funzionari e burocrati del MEF (il Ministero dell’Economia e delle Finanze), sempre pronti a ribadire il proprio ruolo e mettere i bastoni tra le ruote del Governo  appena la loro funzione lo permette.
Gli stessi personaggi assolutamente però sempre conniventi con le privatizzazioni (il caso Autostrade è forse l’ultimo e più eclatante) in favore di ben precisi gruppi economici e di potere, che hanno dovuto capitolare davanti alla volontà politica che corrisponde ad altrettanti precisi impegni presi con gli elettori.
Sembra ridondante dirlo ma l’essenza della democrazia è proprio questo: la volontà popolare espressa col voto si indirizza su idee e programmi che gli eletti si impegnano poi a realizzare.
Ora dunque, mentre tuonano con meno convinzione i cannoni dello spread e i tromboni sfiatati dell’eurousurocrazia protestano sempre meno convintamente, si è compiuto un altro miracolo: una manovra di bilancio 2019 dove si ribadisce il primato della politica, ben lontana dai desiderata dei tecnici UE e vicina al volere e agli interessi del popolo italiano.
Una nuova insperata sorpresa dopo un’estate ricca di colpi di scena: dalla fine della tratta dei nuovi mercanti di schiavi (definita impossibile) col metaforico affondamento delle ONG, tramite la chiusura dei porti italiani, attuata nonostante pressioni e ricatti di ogni genere dai nemici (interni ed esterni) dell’Italia, al ritrovato orgoglio nazionale che pervade l’intera nazione che ha ormai perso quella patina di rassegnazione che la pervadeva quando esisteva la consapevolezza di essere caduti nella mani della casta dei politici PiDioti e relativi fiancheggiatori al servizio permanente ed effettivo degli interessi stranieri.
Gli scettici e i detrattori del Governo troveranno dettagli e spigolature sulle quasi appellarsi ma è a tutti gli effetti alle scelte dell’Italia che ormai l’Europa si ispira tant’è che persino lo spocchioso Macron blinda i suoi porti e ha già annunciato, imitando quanto da tempo annunciato dall’Italia, di voler aumentare il deficit per dare impulso alla sua economia.
Un altro successo dell’eterogeneo ma dalla volontà granitica Governo italiano, comunque, è quello di aver saputo riconquistare un ruolo guida nel plumbeo e uniformato panorama politico europeo, divenendo oltretutto esempio per i nostri detrattori.
L’ultimo miracolo, solo in ordine di tempo, è rappresentato dall’apprezzamento di Stefano Fassina, deputato di Liberi e Uguali che ha dichiarato sul Documento di Economia e Finanza: “Sono stati fissati obiettivi necessari e coraggiosi. E, proprio perché coraggiosi, anche pericolosi in quanto colpiscono interessi che, ovviamente, reagiscono rispetto a una politica di bilancio che, finalmente, pone le condizioni per tornare ad affrontare le priorità economiche e sociali. (…)”
“…tutto ciò avrebbe dovuto farlo la sinistra ma non lo ha fatto perché pesantemente sfiduciata da parte di quelle categorie sociali che avrebbe dovuto rappresentare e che invece ora si affidano a chi sta al governo. Se chi governa attua provvedimenti nella giusta direzione, tali misure vanno sostenute perché fanno gli interessi di coloro che proprio la sinistra dovrebbe rappresentare. Purtroppo la larga parte degli eredi della sinistra storica ha definitamente deciso di difendere gli interessi dei più forti.”
Con l’apprezzamento e l’ammirazione, che travalica ormai logiche di schieramento, anche da parte di uomini di sinistra (oltre a Fassina anche il Governatore della Puglia Michele Emiliano) è lecito sognare che dall’Italia parta un Rinascimento europeo, e che Roma a breve potrà tornare, forse, a venire da tutti riconosciuta come la Magistra Mundi dell’antichità, con buona pace della grandeur del piccolo Napoleone Macron, ex banchiere in preoccupante calo di popolarità, che ha deciso di varare una manovra finanziaria ben lontana da quelle che sono le raccomandazioni dell’Unione europea di cui doveva rappresentare un asset, e che ora, invece, pur di salvarsi sta seguendo proprio la strada indicata dagli italiani per uscire dalla recessione.