Emmanuel Macron è stato sotto assedio quasi fin sotto casa. A far scattare i disordini d’oltralpe sono stati i sensibili rincari delle accise sulla benzina di tre centesimi al litro e diesel sei centesimi al litro, che verranno applicati ai cittadini a partire dal primo gennaio del prossimo anno. La cronaca è dei disordini è drammatica: dal nord al centro, al sud, come da est ed a ovest del territorio francese fin’ora il bilancio è di un morto, circa duecentotrenta feriti e ben quaranta arresti.

I “gilets jaunes” hanno dato vita ad un’autentica jacquerie, che ha fatto registrare circa duemila blocchi stradali. Trecentomila francesi si sono rivoltati contro l’iniqua politica fiscale del governo guidato da Emmanuel Macron. Purtroppo, a Pont-de-Beauvoisin, è morta una manifestante massacrata da una vettura che, in piena corsa, ha cercato di forzare un blocco stradale al fine di raggiungere il vicino ospedale. Altri “gilets jaunes” sono stati travolti nel resto della Francia da mezzi che  cercavano di superare i blocchi stradali. A Strasburgo un motociclista della Polizia Stradale è stato ricoverato in ospedale, riportando fratture plurime. Tragedie.

Ma le punte di maggior veemenza si sono registrate nei pressi dell’Eliseo a Parigi, a rue du Faubourg Saint-Honoré, dove 1.500 persone hanno chiesto a viva voce le dimissioni del Presidente Macron, e in prossimità del traforo del Monte Bianco. A Parigi la Polizia antisommossa ha reagito con violente cariche e lanci di lacrimogeni, spingendo i manifestanti in Place de la Concorde. Un casino.

Grande scalpore ha suscitato l’appoggio alla presidenza francese da parte di uno dei capi storici del Sessantotto parigino, Daniel Cohn-Bendit, che ha  giustificato questa stramba “tassa sull’ecologia”. Come anticipava 50 anni fa Ionescu, “nascono incendiari e moriranno pompieri”. Amen.

Ad alimentare ancor di più la protesta è stata la mancata promessa di applicare ai pendolari del gommato, una indennità chilometrica non oltre i quaranta chilometri, per chi si reca quotidianamente al lavoro. Poi, da Parigi, il Primo Ministro, Edouard Philippe, ha cercato di gettare acqua sul fuoco lanciando un bonus di quattromila euro per chi intende rottamare i vecchi motori diesel, sostituendoli con nuovi. Sciocchezze.

 

Piccola nota. I “gilets” si sono distinti perché indossavano i classici giubbotti catarifrangenti, obbligatori ed in dotazione sugli autoveicoli (dunque, un segno di civismo) e  circa il 75% per cento dei francesi continua ad appoggiare questa simpatica jacquerie del terzo millenio . Nel frattempo, il consenso per Emmanuel Macron è stato registrato al 27%. Un disastro per l’allievo di Brigitte.