Chiusa la partita in Parlamento il nuovo governo Renzi ha diverse incombenze istituzionali. Tra le più delicate (e urgenti)  vi è il dossier Servizi. Il fiorentino dovrà scegliere in tempi rapidi i nomi del sottosegretario con delega ai Servizi segreti e la nomina del nuovo direttore dell’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna). Per l’incarico di Autorità delegata – può essere ricoperto da un sottosegretario o da un ministro senza portafoglio – l’accordo sarà sigillato nei prossimi giorni. Nella rosa dei sottosegretari che completeranno l’esecutivo, la casella Servizi è, infatti, tra le più delicate. Per il momento sono rimbalzati i nomi di Luca Lotti, responsabile organizzativo Pd, e di Lorenzo Guerini, uomo forte del circolo renziano. Ma la “macchina” istituzionale, la burocrazia interna (e gli alleati d’oltreatlantico) tifano per la riconferma del sottosegretario uscente, Marco Minniti.

I motivi sono molteplici. Sul suo tavolo — come ricorda Gianluca Gaiani su Analisi Difesa —  ci sono importanti dossier che chiedono continuità di indirizzo politico e di gestione strategica.  Per di più, nel periodo dell’esecutivo Letta – è il ragionamento che viene fatto in ambienti politici bipartisan — Minniti ha dimostrato di saper fare squadra con la struttura. Un settore tanto delicato, si fa notare, che richiede la conoscenza piena del mondo “delle ombre” e dei suoi non sempre trasparenti dintorni. Insomma,  Minniti sarebbe in questa fase il candidato perfetto. È uomo intelligente e capace, ha il senso delle Istituzioni, vanta buoni rapporti con gli americani ma non è subalterno, conosce la struttura. Dunque… Al tempo stesso il politico calabrese è un personaggio assai lontano dal “rottamatore”,  ha una storia politica importante nella sinistra di governo ed è da sempre vicino a D’Alema (uomo da sempre attento al mondo dei Servizi civili e militari). Nel risiko del PD, Minniti può diventare un problema serio. E Renzi lo sa.

Intanto il 20 febbraio si è avuto il cambio della guardia a Forte Braschi. Il generale Adriano Santini, dal febbraio 2010 alla guida dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (Aise), ha terminato giovedì scorso il proprio mandato quadriennale. In attesa della nomina del successore  la guida dell’Agenzia è stata affidata all’attuale vicario, prefetto Paolo Scarpis. Il suo incarico è a tempo, due mesi circa. Il vice direttore dell’Aise rimarrà in carica fino alla nomina del successore di Santini. E’ il primo caso di un alto funzionario dell’Interno, ex questore di Milano e poi prefetto di Parma, salito ai vertici di quella che fu il Servizio militare.

Ora tutto è in mano al governo Renzi. Vedremo.