Dal 25 al 29 giugno i palombari della Marina militare appartenenti al Nucleo Sdai (Sminamento difesa antimezzi insidiosi) di Augusta sono tornati in provincia di Siracusa per un’operazione nelle acque di Cassibile e distruggere 313 ordigni esplosivi e 1.500 munizioni di armi portatili risalenti allo sbarco alleato del 1943.

La Prefettura di Siracusa ha richiesto l’intervento urgente degli operatori di Comsubin a seguito del della segnalazione di un bagnante che a 20 metri dalla costa e a soli tre metri di profondità, aveva visto dei manufatti riconducibili a residuati bellici.

I palombari del gruppo operativo Subacquei (Gos) si sono immersi per bonificare l’area che era stata sottoposta a bando d’interdizione dalla Capitaneria di porto di Siracusa, individuando e neutralizzando 158 bombe a mano, 29 bombe da mortaio, 126 proiettili di medio e grosso calibro e 1.500 munizioni per armi portatili: «Al termine delle operazioni – ha sottolineato il comandante del nucleo Sdai di Augusta, Marco Presti – in una ridotta area di fondale marino abbiamo rimosso un totale di 313 ordigni esplosivi molto pericolosi e 1.500 munizioni per armi portatitili, tutti risalenti alla seconda guerra mondiale, che abbiamo distrutto secondo le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino in una zona di sicurezza individuata dall’autorità marittima».

 

Fonte MediTelegraph, luglio 2018