La sindaca Raggi, in risposta all’accusa di aver trascurato lo stato di salute degli alberi di Roma ed il costante rischio di caduta degli stessi  nelle giornate di vento, ha replicato affermando che i pini della capitale furono piantati in epoca fascista ed è per questo che sono cosi fragili. “E’ ora di fare un repulisti di questi alberi e di cambiare il panorama della più bella città del mondo “ avrebbe in sostanza detto la sindaca apprendista stregone.

La notizia di questa dichiarazione si trasmise di fronda in fronda per tutta la città. Fu un vecchio Pino nei pressi delle Terme di Caracalla a parlare per primo: “ Dobbiamo fare qualcosa , altrimenti saremo tutti abbattuti !”.

“Hai ragione, ma cosa ?” rispose un altro Pino, vecchio come il primo.

“Dovete fare qualcosa, ne va anche della nostra vita” disse un grillino, di quelli seri.

“ Ed anche della mia !” friniva una cicala e poi un’altra ancora.

“Io avrei un’idea !” intervenne un Pino del Pincio.

“Quale ?” una pineta intera chiese in coro.

“Iscriviamoci tutti all’ANPI !” disse il Pino del Pincio.

“Associazione Nazionale  Pini d’Italia ?” domando’ il primo Pino, quello di Caracalla.

“No, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Diventeremo tutti alberi antifascisti e nessuno ci toccherà più, nemmeno ci poteranno !”

“D’accordo e nelle giornate di vento intoneremo Bella Ciao con il vibrare delle nostre fronde !”

“ Anche noi cicale vi aiuteremo con il nostro frinire !”

“E non potremo mancare nemmeno noi grillini, vi verremo dietro con il nostro cri cri !”

Fu cosi che tutti i pini di Roma divennero fieri antifascisti e sinceri democratici e non vennero più abbattuti; qualcuno ancora cadde nelle giornate di vento ma era un decrepito pino  fascista e reazionario che si era ottusamente opposto al vento nuovo imposto dalla sindaca Raggi.

Ora ditemi voi se è più surreale quello che ho scritto io o quello che ha detto Virginia Raggi.