Quando, con l’inizio degli anni della contestazione sessantottina, la buona borghesia conservatrice milanese si accorse che il “Corriere della Sera” era stato conquistato da una sinistra filocomunista ed illiberale, non sapeva dove rivolgersi. Trovò temporaneamente rifugio sulle pagine del giornale pomeridiano” La Notte”, diretto da Nino Nutrizio (nella foto) .Questi fu il primo giornalista veramente “populista” della stampa italiana : i suoi commenti erano acuti ma anche semplici e chiari, sapeva captare quelli che erano i veri problemi del paese. Mio padre, che lo aveva personalmente conosciuto, mi raccontò che una volta in privato disse che tra i socialcomunisti “il più pulito c’ha la rogna”, avendo ben compreso di che razza fossero. Ma i suoi editoriali, per quanto brillanti fossero, non potevano bastare a riempire tutta quella completezza d’informazione che un quotidiano doveva fornire al proprio lettore. La destra in verità allora poteva vantare ben tre settimanali autorevoli,” Il Candido”, “Il Borghese”, “Lo Specchio “che una volta acquistati dovevi nascondere per poter rientrare a casa incolume. Ma si trattava di riviste d’opinione e non d’informazione. Finalmente a metà degli anni settanta Montanelli e alcuni suoi collaboratori , spiriti liberi e coraggiosi, lasciarono il Corrierone e fondarono “Il Giornale” ; così l’opinione di centrodestra trovò un nuovo punto di riferimento. Per circa un ventennio tutto andò liscio, tranne qualche attentato dei compagni qua e là, normale routine democratica. Poi Montanelli entrò in depressione, si fece irretire da un collaboratore più conformista ed “Il Giornale” sbarellò verso sinistra.

I lettori se ne accorsero e trovarono all’unisono, ognuno per proprio conto , una nuova sponda a cui rivolgersi nel piccolo quotidiano “L’Indipendente”, diretto da un certo Vittorio Feltri, che batté ogni record di tiratura nei primi anni novanta. Berlusconi cercò di far capire al grande Indro che doveva cambiare registro, Montanelli si offese considerando quella richiesta un’interferenza dell’editore e se ne andò, lasciando campo libero all’arrivo di Feltri che rimise in rotta il quotidiano riconquistando il suo pubblico tradizionale. Montanelli per ripicca fondò” La Voce “che debuttò semiclandestina e tale rimase, confermando che ai lettori non gliene fregava niente di un altro giornale di sinistra. Oggi però succede che anche” il Giornale” e “Libero”, i due punti di informazione del centrodestra, sbarellino un tantino, meno attenti alle domande della pubblica opinione, più sensibili alle direttive dall’alto.

Si spiega così il successo , un po’ imprevisto ma sempre più consolidato, della” Verità”, il quotidiano di Maurizio Belpietro e Mario Giordano, a dimostrazione che nel centro destra i lettori sono liberi ed attenti, e fluttuano dove trovano rispondenza alle loro esigenze di una informazione corretta ed indipendente.

Nel campo televisivo i flussi di spettatori sono meno evidenti e rispondono più al traino delle trasmissioni che precedono o seguono i notiziari, quanto alla qualità degli stessi. Il pubblico non di sinistra una volta seguiva con forse un maggiore interesse il “ TG 5” , che essendo svincolato dai bilancini partitici della RAI veniva ritenuto più indipendente. Già sarebbe bastato notare i cognomi dei vari redattori del telegiornale, per capire che da tanti figli raccomandati di illustri genitori del giornalismo progressista e no, non ci si poteva aspettare un volare alto, nei cieli della libera informazione.

Oggi però il “TG 5” appare un po’come “il Giornale” dell’ultimo Montanelli, asservito al sistema del pensiero unico, senza particolari sobbalzi verso la libertà d’opinione.

Il telespettatore vagamente di centrodestra non ha lidi a cui approdare, una volta fatto terreno bruciato attorno all’informazione di “Rete4”, a lui rimangono i contentini di alcune isolate rubriche di commento.

A conferma di ciò, abbiamo assistito in questi mesi, nei vari tiggì, a tanti piccoli svarioni di politically correct, dove la voluta disinformazione si univa alla crassa ignoranza.

Iniziamo dai “migranti ghanesi che fuggono dagli orrori” del proprio paese , come è stato detto da una corrispondente del TG5. In realtà la repubblica del Ghana è una delle più stabili del mondo, con un Pil in continua crescita. Il Ghana ha dato asilo politico a molti profughi liberiani durante la guerra civile in quel paese e costoro si sono trovati così bene che si sono stabiliti definitivamente sulla costa tra Accra e Cape Coast. I bambini ghanesi si recano a scuola vestendo un grembiulino giallo, e nessuno muore di fame. Unico vero problema è la malaria che falcidia la popolazione, che si rifiuta di usare le zanzariere e di porre sopra le casette i serbatoi dell’acqua piovana, continuando nei villaggi ad usare le pozzanghere per lavare i panni e le stoviglie.

Qualche giorno fa la notizia dell’attentato al possibile futuro presidente del Brasile, uno dei paesi più grandi e popolosi del pianeta. La notizia doveva essere : “ il candidato della destra alle presidenziali brasiliane accoltellato da un militante comunista “. E’ stata corretta in “ il candidato di estrema destra alle presidenziali brasiliane è stato accoltellato da un ex comunista “; a ciò è stato aggiunto che la vittima è un politico nostalgico della dittatura militare e per di più omofobo, il che non guasta mai. Il messaggio subliminale è che quel politico di destra se lo è un po’ meritato ed anche un po’ cercato. Poiché è fatto obbligo non associare mai un crimine alla parola comunista si è aggiunto un provvidenziale “ex”, come se solo abbandonando quell’ideologia si finisse nella perdizione.

Quando il Papa è stato in visita nei paesi baltici, si è recato in preghiera nei luoghi del ghetto di Vilnius, dove i nazisti decimarono la popolazione. Successivamente al pontefice è stata fatta visitare la prigione del KGB , altro luogo di dolore e di morte. Anche qui nessuna citazione della parola comunista, la persecuzione era dovuta al regime sovietico, agli eccessi dello stalinismo, come se quei crimini fossero una degenerazione del comunismo e non parte integrante della sua essenza.

Del resto in tutti i telegiornale nostrani , se qualche compagnuccio mette una bomba in una libreria di destra o sotto una caserma dei carabinieri, automaticamente diventa un “anarchico-insurrezionalista”, chi sia nessun lo sa , ma fa tanto comodo definirlo così.

Se in Svezia la destra populista vince le elezioni, ecco che viene detto :” sì le ha vinte ma non come ci si aspettava.” Per la stampa del pensiero unico gli elettori della destra populista sono tutti filo nazisti , xenofobi, ed anche un po’ omofobi, che lo abbiamo detto, non guasta mai.” Questi campioni del politicamente corretto non si preoccupano nemmeno un po’ di offendere un quinto della popolazione svedese, affibbiandogli la patente di nazista.

Se a Bari un gruppetto di compagnucci si distacca dal corteo per andare a minacciare la sede di CasaPound, ben distante dai luoghi della manifestazione di sinistra, avviene il curioso caso che sia l’aggredito a recarsi dall’aggressore. Una solerte cronista ci racconta che due esponenti dei centri sociali sono stati portati in codice “rosso” all’ospedale, picchiati dai cattivi fascisti. Ora il codice rosso riguarda chi è in imminente pericolo di vita ; se così fosse stato la notizia avrebbe dovuto avere ben altra rilevanza, si sarebbe trattato di un fatto gravissimo, meritevole di grossi titoli, anche a livello internazionale. Invece niente di tutto questo, l’importante non è riferire la verità ma criminalizzare una parte politica.

Infine un particolare che potrebbe sembrare di poca importanza : nella rapina in villa nei pressi di Lanciano, compiuta da una banda di rumeni ( però uno parlava bene l’italiano, peccato non lo fosse! ), è stato tagliato un non specificato “lobo ” alla donna vittima delle sevizie dei criminali. Per una nota presentatrice televisiva è addirittura diventato un “lombo”, forse voleva dire lembo.

Ora nel nostro corpo ci sono lobi un po’dappertutto , forse dire orecchio sarebbe stato più semplice. Ma ciò che viene tagliato in questi casi è la parte superiore del padiglione auricolare, sottile, poco vascolarizzata , molto facile da sezionare e con un risultato deturpante per chi subisce questa selvaggia violenza. Il fatto che sia stata diffusa la notizia del “lobo tagliato”, dimostra che non esiste , da parte dei giornalisti nostrani, quella attenzione alla verifica della fonte, al controllo dei particolari, che sia latitante una propria curiosità intellettiva che è a fondamento di una libertà d’informazione.